La otra mitad de la gloria. Da sempre è questo lo slogan che accompagna la Copa Sudamericana. Quest’anno la gloria è anche un’occasione, perché chiunque la vincerà metterà il primo titolo nella propria bacheca. Non la prima Copa Sudamericana, proprio il primo titolo della sua storia. Sì, Independiente del ValleColón non hanno vinto niente. E niente significa niente: nessuna coppetta, nessun titolo nazionale, figuriamoci fuori dal proprio Paese.

Eppure le occasioni ci sono state, nonostante il club prima del 2010 non fosse mai stato in prima divisione. L’Independiente del Valle è stata l’enorme sorpresa della Libertadores del 2016: ha eliminato River e Boca in sequenza, quando in Argentina deridevano questa squadra di ragazzini ecuadoriani dicendo che era un club di un sidro di mele, vista una simpatica omonimia. Eppure quella squadra arrivò fino in fondo, senza vincere sì, ma con la consapevolezza di aver lanciato una nuova generazione di ecuadoriani. Da anni sono il club di riferimento nella crescita dei talenti del Paese e la nuova generazione tre anni dopo quella finale è tornata a giocarsi un torneo a partita unica.

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(Photo RODRIGO BUENDIA/AFP via Getty Images)

Il Colón invece ha una storia sicuramente più duratura, ma sempre senza grossi successi. Il suo vero momento di gloria lo deve a un periodo in cui non era nemmeno in Primera, anzi non ci era ancora proprio mai stato. Nel maggio del 1964 per festeggiare la promozione in Segunda ospitò il Santos di Pelé che era in tournée in Argentina, con una striscia aperta di imbattibilità di 43 partite. E clamorosamente vinse il Colón, un anno prima della sua storica promozione.

La notizia fu di tale portata che il da lì in poi il suo stadio, intitolato a un eroe ottocentesco di Santa Fe, il generale Estanislao López, fosse ribattezzato come il Cementerio de los Elefantes, lo stadio dove le grandi cadono. Nomea mantenuta in futuro con importanti vittorie casalinghe che tutt’oggi tengono vivo questo mito.

(Photo by Pedro Vilela/Getty Images)

Solo che così avanti il Colón non c’era mai arrivato, anche se non giocherà al Cementerio la sua finale. Sarà la prima a partita unica della storia della Copa Sudamericana, così come accadrà per la Libertadores tra River e Flamengo. Qui si giocherà ad Asunción, a la Olla, lo stadio del Cerro Porteño. Lì dove si lanciò nel grande calcio Marcelo Estigarribia, che proprio con la maglia del Colón proverà a vincere quel titolo che scriverebbe la storia.

Ma la storia verrà scritta comunque, perché una squadra uscirà da Asunción con la Copa tra le mani lasciando per sempre l’onta di non aver mai alzato un trofeo nella sua storia.