Saranno Stamford Bridge (il teatro) ed il Chelsea di Antonio Conte (il cavaliere), coloro che accoglieranno in Champions League la squadra azera nel ballo delle debuttanti. Il Qarabag ha già scritto la storia in Agosto, eliminando il Copenaghen nelle qualificazioni e diventando la prima squadra azera a partecipare ai gironi di Champions League. Totti e Sheva poi l’hanno condannata ad uscire, inserendola nel girone più difficile, il C, insieme a Roma, Atletico Madrid e Chelsea. I tifosi però stanno già sognando di incontrare queste storiche squadre e nulla avranno da perdere di fronte a questi club per i quali contro gli azeri saranno invece fondamentali i 6 punti.

Stasera dunque inizia il Gruppo C con Roma-Atletico Madrid e Chelsea-Qarabag, e quali sono i precedenti di queste ultime due squadre?

STATISTICHE

QARABAG

L’unico precedente tra un club inglese e uno azero risale alla fase a gironi dell’Europa League 2015/16, in cui proprio il Qarabag affronta il Tottenham, che vince entrambi i match (3-1 a White Hart Lane e 1-0 a Baku).

Il Qarabag non è l’unica squadra debuttante in questa Champions League 2017/18. A farle compagnia ci sarà domani l’esordio del nuovo Lipsia di gestione Red Bull, che affronterà in casa la semifinalista Monaco.

Il cammino del Qarabag, per ottenere questa storica qualificazione, è iniziato l’11 Luglio. La squadra azera ha eliminato ben 3 squadre: il Samtredia, lo Sheriff Tiraspol e il Copenhagen.

Il Qarabag, nella sua storia, ha partecipato soltanto 3 volte alla fase a gironi dell’Europa League, non riuscendo mai a qualificarsi per i sedicesimi di finale, con uno score totale di 4 vittorie, 5 pareggi e 9 sconfitte.

Qarabag che invece in patria è diventata di gran lunga la forza dominante dopo la recente conquista del quarto titolo consecutivo, un record in Azerbaijan.

Da tenere d’occhio il numero 9 sudafricano Dino Ndlovu, che nelle ultime sei gare di qualificazione ha segnato ben 4 volte!

CHELSEA

Il Chelsea ha una storia sicuramente più importante. Questa è la 15esima partecipazione dei blues alla Champions League, il terzo club della Premier con più presenze nella coppa dalle grandi orecchie, dopo Manchester United (21) e Arsenal (19). Il Chelsea è inoltre l’ultimo club inglese ad aver vinto la suddetta coppa (nel 2012 ai calci di rigori contro il Bayern all’Allianz Arena di Monaco)

Chelsea che nella fase a gironi non sbaglia praticamente mai. Delle 14 volte in cui ha partecipato ala Champions, si è qualificato agli ottavi in ben 13 occasioni, uscendo ai gironi solo nella stagione successiva al trionfo (2012-13), che si è conclusa con la vittoria dell’Europa League.

Inoltre la squadra di Abramovich ha perso soltanto un incontro nelle ultime 13 partite nei gironi, segnando almeno un gol nelle ultime 24 gare casalinghe a Stamford Bridge.

Il record di Antonio Conte, che non hai mai avuto un buon feeling con la Champions League (questa è la sua terza partecipazione come allenatore), risale al raggiungimento dei quarti di finale con la Juventus nella stagione 2012-13, in cui i bianconeri si sono arresi allo strapotere del futuro campione Bayern Monaco.

 

CHELSEA-QARABAG

La partita di questa sera, come si può osservare dalle statistiche, non ha precedenti. Il Chelsea, è banale dirlo, è ovviamente la favorita e non dovrebbe avere grossi problemi a conquistare i 3 punti anche con un po’ di turnover. Non ci sarà Hazard dal primo minuto perché dopo il lungo infortunio ha messo nelle gambe solo uno spezzone nella vittoria per 2-1 sul Leicester al King Power Stadium. Sarà assente anche l’ultimo arrivato Danny Drinkwater per un problema al polpaccio e dunque ruotare i giocatori, soprattutto a centrocampo sarà compito arduo per il tecnico italiano.

Conte dovrà chiedere un sacrificio in più ai suoi fedelissimi, che giocheranno 7 gare in 21 giorni, tra cui i big match contro Arsenal, Manchester City e Atletico Madrid. I Blues hanno voglia di imporsi in Champions League dopo un avvio non esaltante in Premier, che li vede comunque a un punto dalla vetta. La rosa sta tornando al completo, ma queste piccole difficoltà ogni partita potrebbero alla lunga sfiancare i titolarissimi che non possono reggere 60 partite l’anno al massimo della forma e avrebbero bisogno di qualche giornata di riposo per arrivare al meglio della condizione agli incontri clou della stagione.