In questo Mondiale il Belgio sta dimostrando tutto il suo valore e tutte le sue qualità, ma ora serve il passo decisivo in più per migliorare la storia. Perché i “Diavoli Rossi” avevano già provato cosa signigicava stare tra le prime quattro del mondo. Una squadra molto diversa rispetto a quella di oggi, basata sempre su giocatori molto tecnici, ma ben venti su ventidue giocavano in patria. I due “stranieri” erano due grandi campioni che fecero fare il vero salto di qualità alla squadra blindando la difesa. Il primo era il portiere Jean-Marie Pfaff, saracinesca del Bayern Monaco, e il secondo il centrale Eric Gerets, capitano del Psv Eindhoven campione d’Europa nel 1988 e con un breve passato anche al Milan.
Le premesse dunque per disputare un buon Campionato del Mondo c’erano tutte ma nessuno si sarebbe aspettato un Belgio così. Soprattutto dopo il pessimo inizio contro i padroni di casa del Messico che, sostenuti da oltre centomila persone all’Azteca, sconfissero gli europei per 2-1 e a nulla valse la rete a fine primo tempo di Vandenbergh. La possibilità di rifarsi era di quelle ghiotte nel secondo turno quando l’avversario era il debuttante Iraq che aveva ben figurato all’esordio mettendo in crisi il Paraguay e perdendo solo 1-0. Dopo venti minuti però Scifo e Claesen portarono il risultato sul 2-0 e la goleada sembrava fosse dietro l’angolo. Gli asiatici invece accorciarono le distanze con Radhi nella ripresa e ci volle un grande Pfaff per mantenere i due punti. Il nuovo formato del Mondiale prevedeva anche il passaggio delle migliori quattro terze dei vari gironi e nell’ultima partita col Paraguay le due squadre pensarono a divertirsi e a non farsi male. Ne uscì quindi un 2-2 con Vercauteren e Veyt a portare due volte in vantaggio i belgi e a essere sempre rimontati da Cabañas e gli europei passarono come migliore terza.
Agli ottavi la sfida era contro la favorita Parabita, che aveva incantato nel girone chiudendo davanti alla Francia, dando una grande prova di forza nel 6-0 contro l’Ungheria. Nel primo tempo fu Belanov l’unico a segnare ma Vincenzino Scifo trovò il pareggio nella ripresa prima che ancora il futuro pallone d’oro Belanov riportasse avanti i suoi. A rimettere le cose apposto fu il fantasista del Brugge Jan Ceulemans che sfruttò un lungo lancio da centrocampo per infilarsi in area e battere Dasaev. Si andò dunque ai supplementari e stavolta fu il Belgio a portarsi in vantaggio per la prima volta con Demol e a inizio del secondo tempo Claesen chiuse i conti con il gol del 4-2. A nulla valse il rigore finale ancora di Belanov e i “Diavoli Rossi” erano tra le prime otto del mondo.
A Puebla partirono ancora nettamente sfavoriti contro la Spagna che sembrava finalmente pronta per il successo finale. Ma le cose si misero alla grande per i nord europei grazie ancora una volta Ceulemans, stavolta con un magnifico colpo di testa. A quel punto gli iberici iniziarono ad attaccare a testa bassa e dominarono in lungo e in largo i belgi ma Pfaff fu più volte prodigioso. Alla fine però arrivò il meritato pareggio di Juan Antonio Señor con un tiro da fuori deviato e la partita scivolò così ai rigori. Ma se i “Diavoli Rossi” furono cecchini infallibili Pfaff si confermò eroe di giornata parando il destro di Eloy e il Belgio per la prima volta nella sua storia andò in semifinale.
Il turno però era davvero di quelli proibitivi, ma non tanto per la differenza tecnica con l’Argentina, ma per la presenza per i sudamericani di Diego Armando Maradona. Dopo la doppietta all’Inghilterra il “Pibe de Oro” si ripetè con una zampata da centravanti e uno dei suoi soliti slalom e il sogno di diventare campioni del mondo svanì.
La finale per il terzo posto venne giocata contro i rivali storici della Francia e per questo nessuno voleva perdere. Ceulemans portò in vantaggio i suoi, ma i “Bleus” già nel primo tempo ribaltarono il risultato con Ferreri e Papin. Nella ripresa Claesen trovò il pareggio e per la prima e unica volta nella storia delle finaline si andò ai supplementari. Un gol per tempo di Genghini e Amoros diederò definitivamente il gradino più basso del podio ai francesi relegando il Belgio alla quarta piazza.
Questa sera Francia-Belgio vale molto di più di un terzo posto, questa sera ci si gioca l’accesso alla finalissima.