Un sogno che se ne va e un capitano che lascia. Al Bernabéu si sapeva che molte cose sarebbero finite: la seconda era della rivalità tra River e Boca, il format della doppia finale di Libertadores e l’avventura di molti calciatori alle rispettive squadre. Ma nessuno si sarebbe mai augurato di vedere terminare su quel campo la carriera di Fernando Gago per l’ennesimo infortunio.

Una maledizione, anzi anche peggio. Perché la sua seconda avventura al Boca lo ha reso grande in mezzo al campo ma dannatamente fragile nelle gambe. Si è infortunato quattro volte in 5 anni in maniera grave, e in tre di queste occasioni in partite contro il River Plate. Tutto cominciato nel 2014, anno che partì con un infortunio al ginocchio sinistro che rischiò di fargli saltare il Mondiale di Brasile e che terminò con un altro infortunio, il primo contro il River, stavolta all’adduttore destro.

Un anno o poco meno, scenario identico: Gago torna, affronta il River e lascia il campo in preda al dolore. Stavolta a saltare è un tendine d’Achille, la vera croce del suo finale di carriera. Prima di rompersi anche l’altro c’è tempo purtroppo anche per un legamento crociato: stavolta non è il River ma il Perù, perché si gioca sì alla Bombonera ma per la nazionale. Una partita decisiva in cui ancora una volta non ha potuto dare il suo contributo, abbandonato dalle sue stesse gambe.

L’epilogo è quello più triste: nel Superclásico del Bernabéu si celebra la vittoria del River, la sconfitta più umiliante della storia del Boca e nessuno si accorge che Gago è in preda al dolore a bordo campo e che il Boca la partita la termina in nove uomini. Ancora una volta una rottura di un tendine d’Achille, lacrime che si aggiungono a quella della sconfitta e che sanno di ritiro.

E infatti due mesi dopo la situazione è abbastanza scontata: Gago rescinde col Boca e forse lascia il calcio giocato per sempre. Deve ancora decidere se provare un’altra avventura o arrendersi a questo destino che gli ha voltato le spalle per l’ennesima volta. 33 anni sono tanti per poter dare il meglio di sé e pochi per smettere di giocare, ma il pensiero di un’altra immagine di Gago in preda al dolore forse suggerisce di evitare nuovi guai.