È durata 22 partite l’imbattibilità dell’Arsenal in tutte le competizioni. La cura di Unai Emery aveva cominciato a fare effetto dopo la scottante sconfitta all’esordio in Premier League contro il Manchester City: da allora i Gunners non hanno più perso fino alla gara di oggi contro il Southampton, una squadra allo sbando condannata anche quest’anno a partecipare alla lotta per non retrocedere ma che è riuscita a portare a casa uno strabiliante 3-2.

Eppure, contro l’Arsenal i piccoli Saints sono riusciti a trovare quel coraggio che mancava da troppo tempo grazie anche a Danny Ings, la ritrovata punta centrale che proprio con la maglia del Southampton sta trovando il grande riscatto in Premier League. Nei tre anni trascorsi a Liverpool l’attaccante non è riuscito a integrarsi mai davvero con i suoi compagni: la causa del suo pessimo rendimento è stata la rottura del legamento crociato e la lenta ripresa, che lo ha condannato a restare fuori dal campo per troppo tempo.

Nonostante la giovane età, l’infortunio sembrava ormai aver condizionato una carriera che aveva appena preso il volo, costringendolo a sedersi troppo spesso in panchina per far spazio a compagni di reparto più forti e in forma di lui. La decisione di Klopp di cederlo in prestito con obbligo di riscatto al Southampton, club fortemente legato al Liverpool per le questioni di calciomercato, ha però permesso a Ings di scrivere un copione diverso: a 26 anni il centravanti è più in forma che mai, tanto che in 12 presenze è riuscito a mettere a segno 6 gol, compresa la straordinaria doppietta rifilata all’Arsenal.

E, anche se i due gol di Mkhitaryan stavano per rendere inutile la sua splendida prestazione, a corrergli in aiuto ci ha pensato il cambio intelligente di Ralph Hasenhüttl che ha scelto di puntare su Charlie Austin, autore del definitivo 3-2 e subentrato proprio a Ings, per dare freschezza al suo attacco negli ultimi 20 minuti di gioco.

Tre colpi ben assestati da parte del Southampton che hanno tramortito un Arsenal che cominciava davvero a sentirsi invincibile. La salvezza non è più un’utopia per i Saints, una squadra che finalmente ha compreso le sue potenzialità ed è pronta a metterle in pratica grazie anche all’aiuto della sua prima punta ritrovata.