La qualificazione c’è, l’obiettivo è stato raggiunto. Ora resta da prefissarne di nuovi. Non facile mantenere la concentrazione su un torneo ancora distante 8 mesi dopo i successi che ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo con grande anticipo, ma la crescita mentale dell’Italia passa da qui. Passa dal non sottovalutare gli impegni, dall’essere sempre sul pezzo nonostante ci sia apparentemente poco in palio. La storia della nostra Nazionale è stata così per molte volte: una squadra che tira fuori il meglio nei momenti che contano, ma che lontana dai grandi eventi non dà mai tutto ciò che ha.

Ed è qui che tocca invertire il trend, anche perché questa partite influiscono e non poco sul futuro. Rimangono tre partite del girone da disputare, più le amichevoli di marzo: sarà fondamentale qui stabilire le priorità e dividere bene gli obiettivi. Nel blocco di partite di qualificazione ciò che serve è chiaro: vincerle tutte per migliorare il ranking. I sorteggi per le qualificazioni al Mondiale del 2020 sono imminenti, e presentarsi da teste di serie (cosa che l’Italia attualmente è ma senza la sicurezza di restarci fino a luglio prossimo) eviterebbe repliche sgradevoli di accoppiamenti con Spagna o big di quella taglia in un percorso che offre molti meno posti rispetto a quello dell’Europeo.

Servono dunque nove punti in tre partite per tutelarsi, per allenare la mentalità vincente e per rafforzare quello che in questi anni è stato un po’ il grande limite della Nazionale. Poi da marzo si dovrà cominciare a guardare a ciò che è più vicino, ossia l’Europeo. L’Italia ha capito che con squadre di fascia medio bassa se la cava benissimo, molto meglio delle precedenti gestioni. Sa vincere le partite che si complicano, sa andare a più velocità e riesce persino a trovare delle vittorie in goleada che non fanno propriamente parte del repertorio azzurro.

A marzo, quando si potranno fare gli ultimi test amichevoli, sarà necessario scegliere delle nazionali di primo piano per capire limiti e potenzialità nei match contro le big. Più o meno è l’unica cosa in cui deve ancora misurarsi la Nazionale di Mancini: mettersi alla prova contro le più forti, per non arrivare impreparata a un torneo in cui le partite decisive saranno inevitabilmente quelle. L’Italia si è imparata a fare la partita, ora dovrà anche avere una piccola esperienza nel sapersi trovare avversarie con rose superiori a quelle affrontate fin qui. Ma già poter fare a ottobre certi discorsi è un grande successo per un’Italia davvero rinata.

Segui Footbola anche sulla nostra pagina Facebook.