Jadon Sancho ha lasciato Londra nel 2015 e ci è tornato nel 2018 con la maglia della sua nazionale. Ora, nel 2019, ci torna nuovamente come una star quasi affermata del calcio mondiale. Torna per la terza volta a Wembley, quel campo su cui non aveva mai messo piede quando giocava nel Manchester City, ma ce la farà con il Borussia Dortmund dopo aver affrontato Stati Uniti e Croazia con la maglia dell’Inghilterra. L’unica che non lo rende un rimpianto per gli inglesi, che l’hanno fatto andare via troppo presto.

Quando ha lasciato il City era soltanto un prospetto di 17 anni, che un anno fa di questi tempi muoveva i primi passi in prima squadra con il Borussia Dortmund sotto la gestione di Peter Stöger. Ovviamente, già dominava, ma non aveva mostrato nemmeno un decimo del suo potenziale. Quello che è emerso in questa prima parte di stagione da 8 goal e 13 assist (dati Transfermarkt). Ora tutto quel talento lo riporta ancora una volta a casa sua, in Inghilterra. Nello stadio in cui il Borussia Dortmund ha peraltro perso l’ultima finale disputata, quella più dolorosa nel 2013 contro il Bayern Monaco, nel Klassiker più importante di sempre.

“Nel Sud di Londra è cominciato il mio viaggio calcistico, sono stati giorni molto divertenti, giocavo a calcio con i miei amici e andavamo ai tornei. Il vero salto è stato l’anno scorso, ho lasciato il mio paese ed ero nervoso”, ha raccontato Jadon Sancho nei giorni precedenti alla partita tra Tottenham e Borussia Dortmund, che lo vedrà protagonista in prima persona. Lo ha già inaugurato con un assist con la maglia della nazionale, ora ha bisogno di farlo anche con un goal in una serata che si preannuncia speciale per lui e per tutti quelli che gli sono stati vicini: “Giocherò a Wembley di fronte alla mia famiglia e di fronte ai miei amici, saranno felicissimi e molto emozionati per me”.

L’Inghilterra per crescere, soprattutto con il Watford e per due anni al Manchester City, poi la Germania per esplodere. Se però Jadon Sancho sarà diventato davvero grande a soli 18 anni lo potrà dimostrare con la musica della Champions League in sottofondo, sotto l’arco più famoso del calcio, quello di Wembley. Con la maglia del Borussia Dortmund. Dovesse riuscirci, sarebbe un altro incredibile passo avanti per un giocatore che rischia di diventare un top mondiale in pochissimo tempo. Se non lo fosse, sarebbe soltanto un appuntamento rimandato: a Wembley ci potrà tornare altre volte con la maglia dell’Inghilterra. Di sicuro, però, affermarsi in Champions League avrebbe tutto un altro sapore.