Tra la tradizione negativa contro le inglesi e la determinazione nel riprovare ad agguantare quella Champions League già sfuggita due volte all’ultimo passo. Il percorso bianconero verso l’assalto alla Champions – con destinazione Kiev – riparte da Juve-Tottenham, dai primi 90 minuti dell’Allianz Stadium. Da una solidità difensiva ritrovata e un gol subito nelle ultime 16 partite. Una solidità che stasera vivrà uno dei test più complicati: arginare Harry Kane.

Kane, la chiave Spurs

32 gol in 33 presenze stagionali, con un 2017 chiuso a suon di record – tra cui quello di miglior marcatore dell’anno solare in Europa – e con un gol ogni 87 minuti di media nel 2017/18. Il biglietto da visita del centravanti inglese e capitano del Tottenham è discretamente credibile e per capirlo basta chiedere alle difese che lo hanno incontrato. In poche hanno avuto successo. Ma contro la Juventus Kane vivrà un duello che in gare ufficiali gli è mancato: il confronto con una linea difensiva tra le più forti al mondo, non solo fisicamente.

Harry Kane, già 6 reti in 5 gare di Champions League disputate.

La bravura del classe 1993 sta anche nel capire come riuscire ad aggirare le difese in ogni circostanza. La sua tecnica gli permette di essere un attaccante completo, che sa dare profondità così come venire incontro, che sa muoversi e liberarsi in area ma allo stesso tempo uscire e giocare. Ha un range di tiro difficilmente definibile. Chiellini in conferenza stampa alla vigilia ha fatto prevalere l’onestà intellettuale: “Pensare di fermare uno-contro-uno Kane è impossibile, ma non ho questa presunzione“. Kane torna stasera a giocare in Italia da osservato speciale, dopo essere passato da Firenze nel 2016, per gli ottavi di finale di Europa League. Firenze città cruciale e che ritorna d’attualità. Proprio al Franchi Allegri ha scelto il proprio sostituto di Matuidi. Perché i minuti finali di Bentancur in campionato lo hanno convinto.

Juve-Tottenham, la notte di Bentancur

Ai battesimi di fuoco Rodrigo Bentancur ci è abbastanza abituato. Ha fatto il suo esordio assoluto col Boca in Copa Libertadores a nemmeno 18 anni, con la Nazionale invece nelle delicatissime qualificazioni mondiali. In Europa, con la Juve, ha esordito dal primo minuto al Camp Nou in mezzo alla tempesta, senza riuscire a brillare. Ma ha ripreso quota fino a riconquistare la piena fiducia di Massimiliano Allegri. Il suo quarto d’ora finale contro la Fiorentina ha convinto il tecnico a puntare su di lui al posto di Matuidi. Una scelta che lancia un segnale, anticipato anche in conferenza stampa alla vigilia: “Domani bisogna giocare una partita tecnicamente molto buona perché se la mettiamo sul piano fisico rischiamo di uscire con le ossa rotte, andremo a giocare dove loro soffrono“.

Rodrigo Bentancur ha collezionato due presenze dal primo minuto in Champions League.

La scelta segue una logica ben precisa. I punti più delicati dello schieramento del Tottenham sono soprattutto in fase difensiva e nascono dall’assenza di Alderweireld. Il suo sostituto Davinson Sánchez ha più di una difficoltà a difendere in campo aperto sia a livello tecnico che di posizione: la chiave potrebbe risiedere nel giocare sempre e costantemente in verticale su Higuaín, avendo più tecnica da sfruttare in mezzo al campo oltre alla superiorità numerica. Da lì la scelta di Bentancur.

Ipotesi che hanno solo bisogno della conferma in campo. Quel che è certo è che la Juve sarà meno fisica rispetto alle abitudini senza Matuidi e con un Bentancur in più. Il piano-partita sembra sempre più chiaro: gestire la palla, senza prendersi rischi e non concedere spazi in campo aperto, aumentando la tecnica anche perdendo qualcosa a livello di muscoli. Una versione bianconera diversa dalle abitudini per uno Juve-Tottenham infuocato.