Nella zona della Tessaglia esiste una particolarissima formazione di rocce, prevalentemente consistenti in arenaria, sopra le quali sono stati edificati numerosi monasteri ortodossi. Se ne contano ben 24 oggi, di cui solamente 7 sarebbero attivi e immediatamente dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Oltre al profilo storico-paesaggistico della zona, in un paese in cui il 98% della popolazione si definisce greco-ortodossa le 24 abbazie costituiscono un unicum di devozione raggruppato in un’unica categoria. Si chiamano Μετέωρα, ovvero μετά ἀήρ, letteralmente “in mezzo all’aria“. Non tutti i monasteri sono oggi visitabili, molti di questi sono andati perduti per via dell’incuria e della continua erosione, ma negli ultimi anni lo stato ellenico ha sviluppato un ingegnoso sistema di carrucole e scale a pioli per aumentare il turismo verso questa semisconosciuta parte del paese che politicamente appartiene a Kalambaka, un piccolo comune di 23mila anime nella zona più periferica della Tessaglia. Se nel cuore della regione nacque Dimitrios Kolovetsios (16 ottobre 1991, a Larissa), esattamente un anno dopo vide la luce – a Trikala, nei pressi di Kalambaka – Kōstantinos Fortounīs.

Ultimi giorni di luglio 2014. «Il mio sogno è sempre stato quello di giocare in Champions League e attraverso l’Olympiakos ce la farò» s’era presentato a Il Pireo, lui nato nella zona dei monasteri, cresciuto tra montagne e vallate ma in quell’occasione col mare alle spalle. «Avevo tre proposte, Olympiakos, PAOK e Panathinaikos. Dovevo scegliere, non è stata una decisione facile ma sono felice perché arrivo in un grande gruppo e voglio ricambiare l’affetto delle persone che hanno creduto in me portandomi qui». Pare che da Salonicco si fosse mosso Vryzas in persona pur di convincere Fortounis a scegliere i bianconeri. Invano, dopo tre anni in Germania quell’ex ragazzo prodigio sbocciato nel Trikala aveva scelto Il Pireo. Gli era bastato un solo anno all’Asteras Tripolis, il 2010/11, per giocare 24 volte in Super League conquistando la fiducia del tecnico Vlachos e attirando la Juventus: da Torino vollero Fortounis in prestito con eventuale riscatto l’estate successiva, l’Asteras rifiutò e dunque fece partire Kostas ma verso la Germania. Al Kaiserslautern trovò Stefan Kuntz e Marco Kurz, che lo definì un attaccante talentuoso prima che, dopo tre anni e 77 gare, con sole 18 presenze nel 2013/14 e molta panchina, l’Olympiakos riportasse Fortounis a casa spendendo mezzo milione di euro.

Facendo un passo indietro, il 29 febbraio 2012, la Grecia giocò una non imprescindibile amichevole contro il Belgio. Non fu una prestazione indimenticabile, ma la stampa ellenica del giorno dopo non aveva occhi che per un giovane che Santos fece esordire subentrando a Salpingidis da ala sinistra: «Ο Φορτούνης έγινε άνδρας»Fortounis è diventato un uomo»). A soli 20 anni, già si sprecavano gli elogi: «Είναι ο κορυφαίος Ελληνας ποδοσφαιριστής», dunque «è il miglior calciatore greco».  I numeri confermano: 57 reti e 50 assists su 169 gare in biancorossi. Nello specifico, il peso specifico di KF7 è decisivo: delle 57 partite in cui ha segnato, l’Olympiakos ne ha persa una sola, delle 50 volte in cui ha dispensato un assist l’Olympiakos ne ha vinte 37. Complessivamente Fortounis è risultato decisivo in 77 delle sue 169 partite, fornendo un contributo di 2,64 punti a partita. E senza contare la vittoria per 3-1 sul Milan ieri, griffata con maniacale concentrazione dal dischetto all’81’. Tre reti e due assists in sei gare d’Europa League, non certamente il suo miglior bottino (fu capocannoniere della Super League 2015/16 con 18 reti e 13 assists, giocando da trequartista) ma un rendimento di pari passo a quello con cui ha concluso la scorsa stagione. Malgrado le difficoltà e il titolo andato all’AEK, Kostas nel 2017/18 è andato in doppia cifra tra i marcatori (10) e gli assistmen (10).

Quest’estate il Fenerbahçe aveva pronti 10 milioni per lui, l’Olympiakos rifiutò forte di un rinnovo firmato nell’estate 2016 (contratto fino al 2020 a un solo milione a stagione) e Fortounis si mise a disposizione di Pedro Martins che lo ha alternato a Natcho salvo confermarlo a sfavore dell’israeliano. Il 28 agosto Fortounis  fu decisivo nel 3-1 al Burnley che garantì a Il Pireo l’Europa League, ieri sera ha messo il punto esclamativo sulla continuazione della sua squadra nella competizione, contro il Milan, dopo aver dato spettacolo pure col Dudelange. Lo cercano in tanti, West Ham, Fulham ed Eintracht, lui nel corso degli anni ha eretto il muro che lo separa dalle critiche. Senza si lui l’Olympiakos non è la stessa cosa, non ha la stessa ispirazione, la stessa attrattiva e la stessa capacità di ottenere risultati. Kostas vale il prezzo del biglietto. E in Grecia c’è già chi dice: «È il miglior calciatore greco. Il migliore di tutti. Il più vicino a quelli di classe mondiale che la Grecia ha visto negli ultimi 20 anni. Qualcuno non è d’accordo ma è la verità, impressione ciò che ha fatto nella sua carriera».