“Gallina no volvés más”, non tornerai mai più dicevano i tifosi del Boca Juniors ai loro avversari dopo la storica retrocessione del 2011, e avevano ragione. Le Gallinas sono sparite nel 2011 e morte nel 2018. L’ideale del River Plate, grande squadra ma capace di farsi sfuggire l’impossibile e poi alla fine non vincere quando conta è stato cancellato, abbandonato, ucciso.

Merito di chi da quella retrocessione ha costruito il nuovo River Plate, l’unico in grado di essere così vincente fuori dall’Argentina in tutta la sua storia. Due Libertadores in quattro anni, le stesse conquistate in tutto il resto della propria storia. E se la quarta è arrivata in quella finale con il Boca Juniors allora vuol dire che qualcosa è davvero cambiato. Le Gallinas non esistono più: loro quella finale l’avrebbero persa di sicuro. Jara non avrebbe preso il palo, ma avrebbe segnato il 2-2 al 120′ e fatto perdere la finale ai calci di rigore. Come successo nel 2004 ad esempio, in quella semifinale che prima della partita del Bernabéu era il Boca-River più importante mai visto.

E invece al River adesso non stona neanche il suo nuoto appellativo auto celebrativo, “El más grande de la historia”, un po’ forzato sì, soprattutto se si vanno a pesare le bacheche rispetto a chi ha perso questa volta, ma la grandezza di questa vittoria va contro tutto ciò che ha rappresentato il River in questi anni. Due finali vinte nello stesso anno contro il Boca, quando in più di cento anni di storia ne era stata giocata solamente una. Qualcosa è cambiato, per forza.

Le galline non sono tornate da quel descenso, sono tornati solo i Millonarios. Sì, qualche strascico c’è stato negli scorsi anni, ad esempio la semifinale del 2017 persa contro il Lanús, emblema di ciò che ha rappresentato il River per tanto tempo. Ma da adesso la storia è cambiata per motivi ovvi: tre volte in svantaggio nella doppia finale, tre rimonte e lo smacco del sorpasso ai supplementari. Cose che forse nemmeno i tifosi erano in grado di aspettarsi.

Il DNA di questa squadra l’ha cambiato principalmente un uomo, l’unico in grado di modificare l’essenza della squadra. Marcelo Gallardo non è solo l’allenatore più importante della storia del River, ma l’uomo più importante della storia del River. Più di Di Stéfano, Francescoli, Passarella e di qualsiasi altra leggenda del passato. Perché ciò che ha fatto lui non è stato in grado di farlo nessuno. Togliere al River il peso del “ser Gallina”, renderlo vincente negli anni nonostante le continue cessioni dei migliori giocatori e portarlo a vincere la partita più importante della storia sua, di chi affrontava e di tutto il continente. Ha lasciato tutta la bellezza e l’eleganza che ha sempre contraddistinto il River nella sua storia, togliendo però quell’angoscia di incompiutezza che è sempre stato un peso per il club.

Gallina no volvés más, chiaramente. Nessuno è ritornato davvero da quel giorno, ma ciò che è rinato da quella tragedia sportiva è stato il miglior River Plate della storia.