Mosca non sta vivendo il miglior periodo della sua storia. Zenit San Pietroburgo e Krasnodar occupano le prime due posizioni in classifica e in Europa tutte e tre le squadre capitoline sono state eliminate. Eppure c’è stato un periodo in cui la principale città russa entrò nella storia del calcio nazionale e continentale.
Nella stagione 2004-05 il Cska riuscì a tornare nella fase a gironi della Champions League dopo ben dodici anni di assenza. Inserita in un girone di ferro con i campioni d’Europa in carica del Porto, gli inglesi del Chelsea e i francesi del Paris Saint Germain riuscì comunque a non sfigurare, pareggiando in casa dei lusitani e vincendo entrambe le sfide con i transalpini. Proprio la vittoria al Parco dei Principi fu decisiva per agganciare il terzo posto e poter così passare in Coppa Uefa.
Ai sedicesimi affrontò un’altra portoghese, questa volta il Benfica e la sfida d’andata fu da incorniciare. Vasiliy Berezutskiy e Vágner Love regalarono il 2-0 finale che permise alla squadra dell’esercito di andare a Lisbona con grande tranquillità e l’1-1 del ritorno aprì le porte degli ottavi di finale. Ad attenderli c’era il caldissimo campo del Partizan Belgrado, ma la grande amicizia tra le due tifoserie portò a un magnifico clima nelle due partite e i risultati rispetto al turno precedente non cambiarono. 1-1 in terra serba e 2-0 nel ritorno russo con ancora Vágner Love grande protagonista a raddoppiare il vantaggio di Daniel Carvalho. L’approdo ai quarti rappresentava già un grandissimo risultato ma il Cska non voleva più fermarsi ed ecco che anche i francesi dell’Auxerre vennero travolti da un dilagante 4-0 moscovita. Un trionfo incredibile che fece capire la grande dimensione europea che stava assumendo la giovane squadra di Gazzaev. L’ultimo ostacolo prima della finale era rappresentato dal Parma che stava rischiando la retrocessione in Italia, mentre era capace di straordinarie gare in Europa. Lo 0-0 del Tardini mise la sfida in discesa e a Mosca non ci fu partita. Daniel Carvalho si prese le luci della ribalta segnando una doppietta e infine Vasiliy Berezutskiy segnò il definitivo 3-0 e per il Cska era finale.
Un traguardo impensabile a inizio torneo e i rossoblu potevano diventare la prima squadra russa a vincere in Europa. L’impresa sembrava impossibile perché la rivale era l’unica portoghese ancora da affrontare, lo Sporting Lisbona, e si giocava a casa sua al José Alvalade. I Leões partirono meglio imponendo il proprio gioco e il vantaggio di Rogerio fu la logica conseguenza. Il Cska sembrava bloccato sulle gambe e impaurito ma Gazzaev aveva perfettamente studiato la tattica vincente. I Koni mantennero lo svantaggio minimo e quando i portoghesi calarono nella ripresa ecco calato il tris vincente. L’incornata di Alexsey Berezutskiy, il piazzato di Zhirkov e il dribbling su Ricardo di Vágner Love chiusero l’incontro sul 3-1 ammutolendo il popolo biancoverde già pronto per la festa.
La Russia poteva gioire, Mosca poteva alzare un trofeo continentale e qualche mese dopo per poco non si sfiorò la doppietta con la Supercoppa Europea. Il Cska era uscito dall’anonimato per prendersi il palcoscenico del calcio russo e la notte di Lisbona fu il momento più grandioso della storia rossoblu.