È la rivincita di Igor Akinfeev, uomo della disfatta russa quattro anni fa in Brasile e uomo dei quarti di finale nel Mondiale di casa. Con due rigori parati a Koke e Aspas si prende la copertina di giornata e si eleva a eroe russo. Come nei grandi successi e piazzamenti sovietici del passato, dove la figura del portiere fu fondamentale con i leggendari Jashin e Dasaev, è ancora l’estremo difensore a dominare la scena.
Una vita dedicata a sole due squadre il Cska Mosca, porta che difende da quando ha 7 anni, e la nazionale del suo paese, dove con 110 presenze risulta essere il quarto con più presenze di sempre. Lanciato da Valerij Gazzaev a soli 17 anni vinse subito il suo primo campionato russo venendo considerato come uno dei più interessanti prospetti del calcio continentale. Dalla stagione seguente divenne titolare e nel 2004 disputò a Oslo la sua prima partita in nazionale venendo convocato anche per gli Europei in Portogallo come terzo portiere. Il 2005 fu l’anno d’oro per lui e per tutto il mondo del Cska dove vinse non solo il campionato e la Coppa ma trionfò a Lisbona contro lo Sporting in Coppa Uefa regalando al calcio russo il primo trofeo continentale per club. A soli 19 anni Akinfeev sembrava già pronto per essere lanciato nel grande calcio europeo ma non volle mai lasciare il suo Cska diventando un idolo e una bandiera e non abbandonando mai il suo numero 35. Nel 2008 fu tra i protagonisti assoluti della cavalcata della Russia fino alle semifinali dell’Europeo venendo considerato tra i migliori portieri della competizione. Come però accadde a molti giocatori di quella fantastica nazionale il rendimento successivo iniziò drasticamente a calare e anche per Akinfeev ci furono anni duri. In campionato presero il sopravvento squadre lontane da Mosca come Zenit San Pietroburgo e Rubin Kazan e la nazionale mancò ancora la qualificazione al Mondiale nel 2010. E quando finalmente lo disputò nel 2014 avvenne il disastro che sembrò distruggerne la carriera. Due clamorosi errori contro Algeria e Corea del Sud costarono l’eliminazione al girone alla squadra di Capello e le critiche piovvero da tutte le parti.
Nel 2016 tornò il sorriso per la vittoria del titolo con il Cska, ma l’Europeo di Francia, il suo quarto, fu deludente. In questo Mondiale erano in molti a spingere per il portiere dello Zenit Lunev come titolare, ma Cherchesov aveva deciso che il suo numero uno sarebbe stato ancora Akinfeev e la storia gli ha dato ragione. La Russia per la prima volta ai quarti di finale raggiunge il record dell’Ucraina del 2006 per quanto riguarda le ex squadre sovietiche e chissà che questo primato non possa essere migliorato.