Il Napoli volerà alla Red Bull Arena per conquistarsi i quarti di finale di Europa League, traguardo che sembra blindato dopo il 3-0 dell’andata. I Tori Rossi sono esperti in quanto a rimonte e già la Lazio nella passata stagione ha dovuto subire la furia austriaca con tanto di eliminazione. Salisburgo però è stata al centro d’Europa venticinque anni fa con l’Austria Salisburgo che ottenne una strepitosa e inattesa finale di Coppa Uefa, ma i viola non sapevano che di lì a breve la loro storia sarebbe finita.
Prima squadra della città l’Austria ha sempre avuto un grosso legame con i salisburghesi, nonostante i successi furono sempre ben lontani dall’essere conseguiti. Bisognò aspettare il 1953 per avere un giocatore viola in nazionale austriaca e addirittura il 1960 per vedere un salisburghese, Adolf Macek, con il Das Team. Nel 1978 la sponsorizzazione la portò ad aggiungere Casino al suo nome e da allora qualcosa sembrava essere cambiato. Gli anni ’90 portarono ai primi e unici tre titoli austriaci nel 1994, nel 1995 e nel 1997, e nel primo anno solo l’Inter tolse il trionfo europeo alla squadra allora allenata da Otto Barić. Dopo gli anni d’oro la metà classifica risucchiò i salisburghesi in una serie di sesti posti e di piazzamenti ormai molto lontani dal vertice fino a quando arrivò la terribile stagione 2004-05. L’Austria chiuse il campionato al penultimo posto, ma i problemi finanziari erano ormai diventati insormontabili e il fallimento era alle porte. La Red Bull però non voleva vedere fallire la squadra e da tempo pensava all’ingresso nel mondo del calcio. La multinazionale acquistò i diritti per rilevare i viola e giocare in Bundesliga, ma facendo dei cambiamenti importanti. Il biancorosso sarebbe diventato il nuovo colore e un toro rosso il nuovo simbolo. Addio quindi a settantadue anni di storia, addio a titoli degli anni ’90, addio a una finale di Coppa Uefa e addio a una tifoseria tra le più caldi della nazione che ricevette solidarietà da tutte le tifoserie d’Europa che si schierarono apertamente contro la nuova denominazione.

E furono proprio loro a ribellarsi e a non accettare questa situazione. Gli ultras raccolsero i fondi per ridare vita all’Austria che riaprtì dalla settima serie austriaca. La grande volontà e l’amore della gente fece sì che la squadra nel 2015 riuscì a tornare tra i professionisti in Erste Liga, ma l’approdo fu una mazzata. Il club non aveva i fondi per poter sostenere un campionato professionistico e dopo aver subito anche una penalizzazione retrocedette per due anni consecutivi tornando in quarta serie.

Alle volte ci sono cose più importanti di trofei, titoli e campioni strapagati, ed è proprio per questo che a Salisburgo il cuore è ancora viola. I successi del Red Bull hanno avvicinato molte persone alla Red Bull Arena, ma nel piccolo Sportanlage West la gente continua a seguire quella piccola squadra fatta rinascere dai tifosi in una difficile estate del 2005.