Per la Russia è stata l’ennesima Champions da buttare. Il nuovo format aveva dato la possibilità a due squadre di qualificarsi direttamente ai gironi di Champions ma sia la Lokomotiv che il Cska non ce l’hanno fatta ed entrambe hanno chiuso all’ultimo posto.
Il caso più strano però è quello del Cska, con la squadra dell’esercito che è riuscita in una straordinaria impresa: battere per ben due volte il Real Madrid. Ed è un’impresa epica, perché i blancos non perdevano tutte e due le partite don la stessa squadra dal 2008 quando la Juventus, e soprattutto uno strepitoso Alex Del Piero, ebbero la meglio sulla squadra di Schuster. Allora i bianconeri passarono e vinsero il girone mentre oggi i moscoviti sono riusciti a totalizzare solo un altro punto col Viktoria oltre ai sei con gli spagnoli e sono rimasti fuori anche dall’Europa League. E ad aumentare ancora i rimpianti in casa rossoblu c’è anche l’aver consegnato agli annali una schiacciante 0-3 al Bernabéu, la peggior sconfitta interna subita dal Real Madrid. Mai i madrileni erano stati così umiliati in casa e dopo quarantaquattro partite sono rimasti a bocca asciutta senza segnare nemmeno un gol.
Ma dove stanno meriti e limiti di questo Cska pieno di contraddizioni? La squadra ha talenti incredibili in squadra, probabili futuri giocatori contesi dalle grandi d’Europa, ma con un’età media troppo bassa per poter affrontare al massimo certi palcoscenici. Fedor Chalov è la punta di diamante della squadra di Goncharenko. Un bomber implacabile, numero nove vero capace di sfruttare le poche palle ricevute e di scattare sulla linea del fuorigioco al momento giusto. È solo un classe 1998 ma può già dire di aver segnato un gol a Madrid e in questo momento è il capocannoniere della Prem’er Liga. Ma non si può non citare anche Nikola Vlašić metronomo croato in prestito dall’Everton e autore del gol della vittoria a Mosca sul Real. Giocatore completo capace di impostare l’azione, ma anche di bloccare quella degli avversari sul nascere, da qualche partita viene anche schierato in zona più avanzata da Goncharenko come trequartista. Probabilmente sarà il suo unico anno russo prima di tornare in Inghilterra, ma quanto è migliorato. Oblyakov e Bistrović sono altri due ’98 eppure a Madrid hanno dominato il centrocampo senza paura. Questa freschezza e questa gioventù può togliere delle paure in grandi sfide, ma a volte toglie concentrazione nelle altre ed ecco allora le due sconfitte con la Roma e il misero punto col Viktoria, subendo un’incredibile sconfitta in casa.
Ripartirà l’anno prossimo l’avventura europea del Cska, con un anno di esperienza in più addosso e la sperenza di poter tornare a entrare a far parte delle prime sedici d’Europa.