I maestri del calcio inglesi hanno avuto modo poche volte di dimostrare la loro superiorità e per vincere l’unico Mondiale della loro storia hanno dovuto aspettare il 1966 nell’anno in cui erano padroni di casa. E decisivo per quella vittoria fu uno dei più grandi centravanti britannici di sempre: Geoff Hurst.
Nacque ad Ashton-under-Lyne nel nord dell’Inghilterra, ma gli anni più belli della sua carriera li passò nell’est di Londra con la maglia del West Ham. Con gli Hammers diventerà il secondo miglior marcatore della storia del club e il migliore del dopo guerra e fu tra coloro che portò ad Upton Park la Coppa delle Coppe del 1965.
Alf Ramsey faceva ancora fatica a vederlo in nazionale e il debutto arrivò soltanto nel febbraio del 1966 contro la Germania Ovest, quando dopo quaranta gol stagionali Hurst disputò la miglior stagione in carriera.
Nonostante giochi in casa l’Inghilterra non è tra le favorite. In quegli anni è il calcio latino a farla da padrone e nelle prime undici Coppa dei Campioni hanno portato a casa il trofeo solo squadre spagnole, portoghesi e italiane e mai una squadra britannica è nemmeno arrivata in una finale. E poi c’è il grande Brasile di Pelè che arriva da bicampione in carica pronto per il tris e a portarsi definitivamente a casa la Coppa Rimet.
Nelle prime tre gare del girone Hurst fu relegato in panchina riserva di Jimmy Greaves e Roger Hunt. La sorte però andò in aiuto del centravanti del West Ham e della nazionale dei Tre Leoni perché Greaves si infortunò e quindi toccava a Hurst. Nei quarti contro l’Argentina fu già decisivo segnando di testa il gol della vittoria, ma il meglio doveva ancora venire. Il 30 luglio a Wembley Inghilterra e Germania Ovest diedero vita a una delle finali più emozionanti di sempre e vero mattatore della giornata fu proprio Hurst che con una tripletta stese i tedeschi ai tempi supplementari. Entrerà nella storia la rete del 3-2 con il gol fantasma più famoso nella storia del calcio, una rete che ancora oggi è difficile stabilire se la palla fosse entrata o meno.

Il bomber del West Ham si prese l’affetto e l’amore dell’Inghilterra che provò due anni dopo a fare il bis con l’Europeo in Italia. In semifinale contro la Jugoslavia però Ramsey diede spazio al più difensivo Norman Hunter e i balcanici ottennero la finale. Nella finalina per il terzo posto Hurst tornò in campo e assieme a Bobby Charlton segnò i due gol che stesero l’Unione Sovietica e regalarono il terzo posto agli inglesi.
In Messico nel 1970 ci fu l’ultima occasione per la più grande generazione inglese per bissare il trionfo mondiale, ma nel quarto di finale contro la Germania Ovest arrivò una bruciante sconfitta in rimonta e così i sogni di gloria inglesi svanirono.
Nel 1972 Hurst diede l’addio al West Ham e alla nazionale inglese e iniziò prima a girare in Inghilterra con Stoke City e West Bromwich e poi andò a giocare in Sudafrica con il Cape Town, in Irlanda con il Cork e negli Stati Uniti con i Seattle Sounders.
Un’icona fantastica del calcio d’oltremanica che nel 1998 venne nominato baronetto e divenne così Sir Geoffrey Hurst, ma per tutti è l’unico giocatore ad aver segnato tre reti in una finale di Coppa del Mondo.