Negli ultimi anni avere una finale europea tra due squadre della stessa nazione non è più nulla di eccezionale. La Spagna è la più esperta e la più abituata, ma anche Inghilterra, Italia, Germania e perfino il Portogallo con l’Europa League del 2011 hanno provato questa emozione e questo grande motivo d’oroglio. Ma nel 1980 capitò qualcosa di unico e probabilmente irripetibile. Mentre in Coppa delle Coppe il Fortuna Düsseldorf usciva al primo turno e in Coppa dei Campioni l’Amburgo approdava in finale per poi perderla con il Nottingham Forest, in Coppa Uefa ci fu una vera e propria dittatura tedesca. Cinque le squadre che vi parteciparono a inizio torneo e tutte arrivarono ai quarti di finale e soli i tedeschi potevano eliminare i tedeschi.
Il primo derby avvenne ai quarti di finale tra Kaiserslautern e Bayern Monaco. I “Diavoli Rossi” avevano strapazzato via Zurigo e Diósgyőr e nel mezzo c’era stata la grandissima prova contro lo Sporting Lisbona. I bavaresi invece si erano limitati a controllare senza grossi problemi i cechi del Bohemians e i danesi dell’Aarhus prima di soffrire moltissimo con la Stella Rossa di Belgrado. L’andata si disputò al Betzembergstadion e le stelle dei padroni di casa erano il portiere svedese Ronnie Hellström e il futuro giocatore del Verona Hans-Peter Briegel. In una clima infuocato i renani riuscirono a strappare un’importante vittoria per 1-0 grazie ad Axel Brummer e così aumentarono le speranze di eliminare il grande Bayern. E quando Benny Wendt gelò l’Olympiastadion con la rete dello 0-1 a quel punto l’impresa sembrava veramente possibile. I bavaresi trovarono però il pareggio con Dieter Hoeneß nel primo tempo e si scatenarono nella ripresa. Janzon, Breitner e ancora Hoeneß firmarono il definitivo 4-1 che mandò la squadra di Csernai in semifinale dove ad attenderla c’era l’Eintracht Francoforte.

Le Aquile avevano avuto un cammino difficile e già al primo turno gli scozzesi dell’Aberdeen si rivelarono un duro ostacolo. Epica la rimonta contro la Dinamo Bucarest dopo la sconfitta per 2-0 in terra rumena e il trionfo per 4-1 in casa contro il Feyenoord, prima di far fuori i cecoslovacchi del Zbrojovka Brno. Nell’andata bavarese l’Eintracht cercò di mantenere il pareggio ma ci riuscì solo per un tempo perché nella ripresa Dieter Hoeneß prima e Paul Breitner poi portarono il Bayern a un passo dalla finale. Nessuno sapeva ancora che il 21 aprile 1980 si sarebbe disputata una delle più grandi partite della storia del calcio tedesco. Bruno Pezzey fu il grande protagonista dei tempi regolamentari e con un gol per tempo portò la sfida ai supplementari e Harald Krager completò la rimonta segnando il 3-0. Partita finita? Niente affatto, perché solo due minuti dopo Wolfgang Dremmler riportò la finale in Baviera e concluse così il primo tempo extra. A inizio del secondo tempo fu però ancora Krager a segnare il 4-1 e per togliere ogni preoccupazione finale Werner Lorant chiuse la sfida su un clamoroso 5-1 mandando l’Eintracht in finale.

Nell’altra semifinale era sempre la Germania a farla da padrone e a sfidarsi c’erano Borussia Mönchengladbach e Stoccarda. I bianconeri avevano eliminato al primo turno i norvegesi dei Viking, prima di soffrire tantissimo con l’Inter e strappare ai supplementari uno storico 2-3 a San Siro. Più dura del previsto l’ostacolo rappresentato dei rumeni dell’Universitatea Craiova, mentre andò liscio lo scontro con i francesi del Saint-Étienne. I biancorossi invece soffrirono fin da subito e fu ancora un’italiana a far patire i tedeschi. Ai trentaduesimi il Torino ribaltò la sfida dell’andata ma anche qui, all’ultimo secondo dei supplementari, un gol di Ohlicher permise ai tedeschi di passare il turno. Doppio pari vincente contro i cugini dell’est della Dinamo Dresda, mentre gli svizzeri del Grasshoppers e i bulgari del Lokomotiv Sofia furono spazzati via senza problemi. L’andata fu giocata al Neckarstadion e ancora una volta gli ultimi minuti furono decisivi. Harald Nickel segnò il suo settimo gol nel torneo portando il Borussia in vantaggio ma negli ultimi tre minuti cambiò tutto. Ancora Ohlicher e Georg Volkert realizzarono i due gol della vittoria che consegnarono allo Stoccarda la prima sfida. La superiorità dei “Die Fohlen” era però evidente e al Bökelbergstadion un gol per tempo bastò per mandare in finale i bianconeri. Proprio in questa partita l’Europa conobbe il talento di Lothar Matthäus che realizzò l’1-0 prima del raddoppio di Schäfer.

Le finali in Coppa Uefa prevedevano ancora andata e ritorno e il tutto si sarebbe giocato tra i duecentocinquanta chilometri che dividevano Francoforte da Mönchengladbach. La tensione era palpabile e l’andata venne disputata in casa dei bianconeri di Jupp Heynckes. In una partita ricca di gol e di emozioni fu Christian Kulik a sbloccare il risultato per i padroni di casa, ma l’eroe della gara col Bayern Harald Krager voleva mettere il suo timbro anche in questa finale e trovò il pareggio. L’Eintracht fece un importante passo verso la Coppa quando Bernd Hölzenbein ribaltò il risultato, ma il Borussia aveva un’arma in più. Ancora Lothar Matthäus realizzò la rete del pareggio e negli ultimi minuti la doppietta di Christian Kulik regalò il 3-2 ai padroni di casa e una preziosa vittoria in vista della gara di ritorno.

Il 21 maggio 1980 si disputò l’ultimo atto di questa Coppa Uefa molto simile alla Coppa di Germania in un Waldstadion pronto per l’impresa. La partita fu combattuta con l’Eintracht che non riusciva a sbloccare il risultato e il Borussia chiuso in difesa alla ricerca dello 0-0 vincente. Ma questa Coppa Uefa ha insegnato alle tedesche che gli ultimi minuti possono cambiare una partita. Fred Schaub, appena entrato al posto di Norbert Nachtweih, lavorò una gran palla in area e scagliò un sinistro all’angolino imparabile per l’ottimo Kneib. Era l’1-0 della vittoria, era l’1-0 di un’impresa eccezionale, era l’1-0 del primo e unico trofeo internazionale dell’Eintracht Francoforte. Friedel Rausch aveva fatto un vero e proprio miracolo portando un titolo così prestigioso dopo un’anonima stagione in Bundesliga chiusa al nono posto. Il 21 maggio 1980 resterà per sempre il momento più glorioso della storia delle “Die Adler”.