Lampard, il Chelsea vince la sua scommessa

Da giocatore del mese ad allenatore del mese: Lampard continua il suo grande cammino in Premier League alla guida del Chelsea

Lampard
Fonte: Twitter

Negli ultimi tre anni erano stati gli italiani a dettar legge al Chelsea: Antonio Conte prima e Maurizio Sarri poi, due allenatori totalmente agli antipodi accomunati soltanto dalla nazione di nascita, la stessa che anni addietro aveva regalato ai Blues alcuni dei più grandi campioni della sua storia. Il burrascoso addio con l’attuale tecnico della Juventus, mai troppo amato dai suoi giocatori, ha convinto la dirigenza a puntare Frank Lampard, simbolo indiscusso dei tempi d’oro del suo club.

Certo, l’esperienza come allenatore non è il suo punto forte, dato che nella sua nuova carriera l’ex centrocampista si è seduto soltanto per un anno sulla panchina del Derby County, ma nonostante tutto è riuscito in un’impresa concessa a pochi nella Londra tinta di blu, ossia riportare calma e stabilità in uno spogliatoio che faticava a ritrovare la sua serenità. È bastato davvero poco a Lampard per fare subito la differenza: in tre mesi di Premier League i suoi Blues hanno stupito e incantato, arrivando a occupare stabilmente il terzo posto in classifica ad un soffio dal Manchester City.

Il mercato bloccato poi non ha rappresentato una scusante per una squadra giocane e coraggiosa, trascinata dai gol di Tammy Abraham e dalle magie di Pulisic e Mount, volti nuovi in cui l’allenatore credeva ciecamente e che hanno impiegato poco tempo prima di impattare in modo meraviglioso in campionato. Affidare la panchina a un allenatore come Lampard poteva essere un passo azzardato e rischioso, ma alla fine la dirigenza ha vinto la sua scommessa più importante, puntando finalmente su un allenatore in grado di trarre il meglio dalla sua rosa.

E non sono soltanto i risultati ottenuti sul campo a esaltare la scelta del Chelsea: Lampard infatti è il terzo in assoluto nella storia della Premier League e vincere entrambi i premi come giocatore e allenatore del mese, riconoscimenti di assoluta importanza nel calcio inglese (prima di lui ci erano riusciti solo Stuart Pearce e Gareth Southgate nel 2008).

Il suo successo sarà anche “merito” di una buona sorte che l’inglese cerca di attirare a sé con ogni mezzo possibile, come ha ironicamente svelato in una delle sue recenti interviste: “Non ci posso fare nulla, mi piace davvero portare a spasso il cane e mangiare la pasta prima della partita. Lo facevo quando ero calciatore, anche Terry, e continua anche adesso. Se non lo faccio e poi non vinco”. Scaramanzia o meno, il suo Chelsea ha un passo totalmente differente rispetto al passato e adesso il suo obietti è quello di trasformare i Blues nella vera outsider per il titolo.

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