Una sosta benedetta per il Mainz; i Nullfünfer, dopo la sconfitta interna con l’Union Berlino, hanno deciso di cambiare tecnico. Al posto di Schwarz è arrivato Beierlorzer, esonerato dal Colonia il nove novembre scorso. Scelta necessaria visto l’andamento della squadra dopo undici giornate: terzultimo posto, otto sconfitte (solo il Paderborn ha fatto peggio), terzo peggior attacco e peggior difesa della Bundesliga. Bilancio decisamente negativo per una squadra che ha sempre lottato per la salvezza anche se le sensazioni avute in questo inizio di stagione sono decisamente negative. Le uniche vittorie sono arrivate in tre scontri diretti ma al rientro dalla pausa nazionali bisognerà cambiare marcia per raggiungere la salvezza.

Mainz, una squadra senza identità

Quello che ha colpito in questo inizio di stagione è la fragilità del Mainz, incapace di trovare una soluzione a una crisi senza fine. L’esonero del tecnico potrebbe non essere sufficiente per sistemare le difficoltà del club. Il paradosso è il modulo, 4-3-1-2, ideale viste le caratteristiche della rosa con due mezzali, Baku e Oztunali nell’ultima giornata, abili a svolgere entrambe le fasi e un giocatore come Boetius a ridosso delle due punte. Il problema è l’insieme; la squadra, singolarmente, ha dei valori importanti che però non riescono a funzionare nel complesso. In attacco manca un numero nove di valore (Hennings sarebbe perfetto), la difesa non garantisce la sicurezza di cui il club avrebbe bisogno e i quattordici goal presi tra Bayern Monaco e Lipsia ne sono una dimostrazione evidente. Perdere contro due delle migliori della Bundesliga ci sta ma non nella maniera del Mainz, senza un minimo di orgoglio. Una squadra a cui manca l’identità, quella caratteristica necessaria per chi deve lottare per un traguardo come la salvezza.

Un calendario complesso

Al rientro dalla sosta un calendario complicato in cui spiccano due scontri diretti, entrambi in trasferta, contro Augsburg e Werder Brema; sfide fondamentali in cui il Mainz ha necessariamente bisogno di conquistare sei punti per accendere una luce in una stagione dominata, fino a questo momento, dal buio.