Dopo la vittoria dell’andata al Butarque, seppur di misura e all’ultimo minuto,  era difficile pensare a qualcosa di diverso da una qualificazione per gli uomini di Zidane. Arriva invece una clamorosa eliminazione in Copa del Rey per mano del Leganés, con i blancos che vedono sfumare un altro obiettivo stagionale dopo la Liga, visti i diciannove punti di ritardo dal Barça capolista in campionato. Il Real Madrid, inoltre, ha vinto soltanto tre partite nell’ultimo mese, una in Liga e le due andate della coppa nazionale, quella del Municipal de Butarque già accennata e la gara esterna contro il Numancia, con il quale ha poi pareggiato per 2-2 in casa.

Il Leganés invece si toglie un’altra soddisfazione, oltre all’ottimo percorso intrapreso sin qui anche in campionato. In Copa del Rey infatti avevano già collezionato lo scalpo del Villarreal agli ottavi, mentre in Liga il momentaneo +9 sull’ultimo posto valido per retrocedere può far dormire sonni tranquilli. A patto di non tirare i remi in barca prima del dovuto. Vittoria inoltre di prestigio per la squadra che di Madrid è un sobborgo, come Getafe, come Alcorcón. A qualcuno tornerà in mente per l’Alcorconazo dell’ottobre 2009, quando los alfareros sconfissero sempre il Real Madrid per quattro reti a zero, punteggio decisivo poi per il passaggio del turno visto che i blancos non recuperarono la pesante disfatta dell’andata.

 

La partita

Come all’andata, come quasi sempre quando gioca il Real Madrid in Spagna a dirla tutta, il pallino del gioco è stato in mano ai blancos. Poca precisione però sottoporta, poca incisività negli ultimi metri, il contrario del Leganés invece, che seppur costretto a giocare di rimessa ha capitalizzato al meglio le poche palle da gol create: al 31° con Eraso, eurogol dalla distanza, e al 55° con Gabriel da calcio d’angolo. Nel mezzo (47°) l’acuto di Benzema che sembrava togliere le castagne dal fuoco a Zidane, ma che alla fine è servito soltanto a prolungare l’agonia. Anche il forcing finale è stato molto confuso, con i cambi di Modric e Mayoral, per degli spenti Llorente e Isco, che non hanno aiutato a trovare la rete che avrebbe voluto dire semifinale di Copa del Rey. Continua il periodo buio del Real Madrid dunque, senza dubbio il più nero da quando il francese siede sulla panchina delle merengues. E fra tre settimane al Bernabeu arriva il Paris Saint German dell’ex Barça Neymar, quasi impossibile al momento incontrare clienti più difficili dei francesi in un periodo di crisi.

Per quanto riguarda la coppa nazionale invece la palla passa a un altro derby, questa volta decisamente più sentito e con in palio qualcosa di più della semplice stracittadina in sé. C’è, ovviamente, in palio la semifinale, ma se domani l’Espanyol riuscirà nell’impresa, l’ennesima di questa Copa del Rey, di conservare l’1-0 dell’andata contro il Barcellona, si potranno osservare delle semifinali senza le tre grandi del calcio spagnolo. Questo non accade addirittura dalla stagione 2002-2003, quando a trionfare fu il Mallorca, che oggi gioca in terza serie spagnola. Allora le semifinali furono: Recreativo Huelva contro Osasuna e la squadra delle Baleari contro il Deportivo La Coruña. Quasi un’era calcistica fa.