Scott Bain stava soltanto aspettando un’occasione, e l’ha sfruttata nel migliore dei modi ieri, rendendosi protagonista del Old Firm vinto in rimonta per 2-3 dal Celtic a Ibrox.

Gli appassionati del calcio scozzese lo ricorderanno per le tre promozioni consecutive ottenute con l’Alloa Athletic dalla Third Division alla Scottish Campionship, tra il 2011 3 il 2014 quando si affacciava al calcio dei grandi dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’Aberdeen. Quella in corso, tuttavia, è sicuramente la stagione più particolare nella carriera di questo portiere classe 1991, iniziata, come da tre annate a questa parte, tra le fila del Dundee FC da dove però a inizio gennaio è stato costretto a partire a causa delle divergenze con l’allenatore Neil McCann, trovando un ingaggio con tra le fila dell’Hibernian. Ed è proprio a Easter Road che il destino ha cominciato a giocare dalla sua parte, nella sfida dallo scorso 27 gennaio vinta 1-0 dal Celtic contro gli Hibs a Edimburgo, Bain, ha infatti potuto assistere, mentre sedeva in panchina, all’infortunio di Gordon. La notizia che la prognosi per l’estremo difensore della nazionale scozzese sarebbe stata di almeno tre mesi ha costretto Brendan Rodgers a cercare sul mercato una nuova riserva, e così grazie a un accordo fra le tre società Bain è approdato in biancoverde in prestito fino alla fine della stagione. 

E grazie al forfait anche dell’altro portiere dei Bhoys, de Vries, la sera prima della grande partita, Bain ha potuto fare il suo esordio con la nuova squadra in una delle partite più iconiche del calcio europeo, venendo impegnato più volte in salvataggi miracolosi tra cui quelli su Windass e Alfredo Morelos nei minuti finali, in una sfida che ha visto il Celtic giocare buona parte del secondo tempo in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Šimunović. Una prova di grande agilità, calma e coraggio per questo talentuoso portiere.