Si è fermata a 12 la striscia di risultati utili consecutivi del Bayer Leverkusen. Gli uomini di Herrlich si sono dovuti arrendere allo strapotere del Bayern Monaco, che nel primo match di Bundesliga del 2018 ha espugnato la BayArena con un 1-3 di forza, tecnica e superiorità. Vittoria di differenza tecnica, di divario: lo testimoniano i 16 punti in 18 partite che dividono le due compagini in classifica. Per i bavaresi è una vittoria pesante anche dal punto di vista del percorso in Bundesliga, sebbene possa non sembrare: in calendario rimane solo uno scontro diretto da affrontare in trasferta, contro il Lipsia a metà marzo. La strada verso il sesto Meisterschale consecutivo è sempre più in discesa.

Fonte immagine: Twitter @FCBayernUS

Bayern di tecnica, Leverkusen d’istinto

I primi minuti di gioco hanno già lasciato presagire il tema della partita: intensità pazzesca, raddoppi costanti di marcatura nella fascia centrale del campo per stroncare sul nascere le iniziative e qualche spazio di più sulle fasce. La disposizione del Leverkusen a tre dietro non ha per la verità pagato troppo in questo senso. Il Bayern non ha mai trovato grosse difficoltà nel saltare la seconda linea di pressing passando soprattutto dalle corsie. La chiave è stata però nei movimenti di James che si allargava soprattutto verso sinistra o rimaneva per vie centrali, quasi sempre smarcato.

I movimenti del colombiano hanno costretto il Leverkusen a mettersi sulla difensiva e faticare a ripartire. L’uscita del pallone non è stata particolarmente aiutata da Havertz e Brandt, soprattutto il secondo non è riuscito a trovare la posizione e il ritmo all’interno della gara. Il classe 1999 è stato invece più abile a usare anche il fisico per rimanere maggiormente in partita. L’unico positivo tra i rifinitori è però stato Bailey, che nel primo tempo ha ridicolizzato Rafinha a proprio piacimento e nella ripresa ha svariato di più.

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Fattore palle inattive e spazi per il Bayern

Non è stato il solito Bayern in avanti, dove l’assenza di Lewandowski e di un riferimento in area si è a tratti sentita. Müller ha interpretato bene il ruolo alla propria maniera, con tagli frequenti e tecnica, senza però fungere da realizzatore. Gli esterni sono stati un po’ in difficoltà a trovare l’uomo a centro area, ma le loro incursioni hanno fruttato diversi corner su cui la squadra di Heynckes è stata pericolosa, segnando anche il gol dello 0-1 con Javi Martinez. La difesa di Herrlich ha peccato nell’organizzazione sui piazzati e concesso troppe seconde palle agli avversari.

Il raddoppio di Ribéry è invece maturato con una corsa sulla sinistra in uno spazio lasciato sguarnito da Bellarabi. Il tedesco è stato schierato a tutta fascia senza aver caratteristiche difensive. Forse è stata un’esagerazione rischiare così tanto contro un’armata come il Bayern, soprattutto avendo Henrichs in panchina. Il classe 1997 è subentrato nella seconda metà di ripresa, momento in cui la porta di Leno ha rischiato meno. Volland ha provato a riaprire il match con un pizzico di fortuna, ma nonostante la pressione il Bayer non è riuscito ad agguantare il pareggio. Soltanto la delizia di James Rodriguez su punizione nel recupero ha fissato il punteggio finale di 1-3. Una perla di puro talento, un’altra soluzione per un Bayern sempre più forte e sempre più in fuga.