Il piatto forte della terzultima di Ligue 1 era senza dubbi la sfida del Groupama Stadium tra Lione e Lille. Gli ospiti erano chiamati a difendere i 6 pt di vantaggio e la promozione diretta ai gironi di Champions: missione compiuta.

Il 2-2 finale ci ha mostrato pregi e difetti di entrambe. Il secondo e il terzo attacco del torneo hanno battuto due colpi a testa tenendo fede alla media di 1.71 reti a partita, ma purtroppo per i padroni di casa si è fatta notare anche la fase difensiva. Il Lione è la decima difesa del campionato e su entrambe le reti ci sono state delle grosse pecche. Se in occasione del gol di Remy l’errore è solo di Denayer che svirgola il pallone in area, invece, su quello di Soumaré, il secondo palo è completamente scoperto: un errore molto grave, specie su piazzato dove si presuppone che la difesa sia schierata. Dubois, preso dentro dal 20enne ex PSG, ha saputo rifarsi con la rete del 2-2 in occasione della quale Maignan e Gabriel sembravano aver scongiurato il pericolo eroicamente.

Oltre ai soliti Depay e Fekir, per il Lione si è confermata l’importanza offensiva di Terrier. Con il gol dell’1-0 è arrivato a 8 gol in campionato (10° stagionale) alla prima stagione in una big e, a 22 anni, sembra poter esplodere definitivamente. La prossima stagione sarà un importante test per quello che ieri sera è stato l’autore del più classico dei gol dell’ex.

Migliore in campo a sorpresa è stato Mendy, terzino sinistro dei padroni di casa in grado sia di reggere il colpo contro Pepé vincendo il 75% dei contrasti e 10 duelli su 14, sia di essere preciso in fase di costruzione con 5 lanci su 5 e l’88% di passaggi riusciti. In una partita ben gestita dal punto di vista del palleggio da parte dell’OL, ha dato il suo contributo nonostante non sia la sua dote peculiare.

Per quanto riguarda il Lille, va citata la prestazione di Remy: attaccante nel pieno della sua fase calante che non trova la doppia cifra dai tempi del Newcastle. Ieri sera ha segnato il quarto gol stagionale con una freddezza degna dei suoi tempi aurei. Vero è che l’ha ‘ciccata’ Denayer, ma ha attaccato il pallone come se credesse nell’opportunità di calciare e, a tu per tu con Lopes, ha avuto la prontezza di capire che saltare il portiere portoghese sarebbe stata la scelta migliore. Si è inoltre battuto bene con la coppia centrale Lyonnaise vincendo 6 duelli su 8 e dialogando bene con tutta la linea degli avanti del Lille.

Ora la faccenda per il secondo posto vede un OL obbligato a fare risultato a Marsiglia nel big match della prossima giornata prima di affrontare il terzultimo e pericolante Caen in casa e andare a Reims contro una squadra che sembra ormai innocua. Il Lille, invece, sembra poter sorridere. Se vincerà tra le mura domestiche contro il Bordeaux, basterà un punto in casa con l’Angers per chiudere la faccenda.

In tutto questo, l’OL dovrà anche guardarsi le spalle dal prorompente arrivo del Saint-Étienne che, con il trionfo contro il Monaco, è a un solo punto da Fekir e compagni con un trittico di partite che sulla carta non vede grossissime difficoltà. Poche partite e il Lille potrà tornare in Champions dopo 5 anni. Riuscirà il Lione a disputare almeno i preliminari, invece?