Un anno per costruirsi una reputazione da grande, ma nella settimana più importante della stagione arriva comunque da sfavorita: il Liverpool e la sua crescita incredibile nel giro di una sola stagione, da squadra da rilanciare a big assoluta, capace di mettere nel mirino con grande credibilità sia la vittoria della Premier che quella della Champions League.

E se le gioca entrambe nel giro di pochi giorni, ma con il problema di dover rincorrere in entrambi i casi. Ha fatto una stagione da top club assoluto, eliminando con leggerezza Bayern e Porto in Champions e segnando 87 gol in Premier League. Palmarès da brividi, eppure le speranze sono ridotte al minimo: 3 gol da rimontare al Barcellona, 1 punto in una giornata da recuperare al Manchester City. Tutto o niente verrebbe da dire, per un Liverpool che non ci vuole stare a chiudere l’annata da perdente di lusso.

L’impresa più complicata sembra essere quella in Champions League, perché è vero il Barcellona non ha regalato spettacolo come ci si attendeva al Camp Nou, ma sa trovare il gol in qualsiasi momento lasciando sfogare gli avversari. E prenderne uno già significherebbe mettere il punto esclamativo sulla qualificazione. Inoltre il Barcellona viene da un’eliminazione con 3 gol rimontati un anno fa e quindi ha l’esperienza per non ripetere gli errori commessi a Roma in quella serata.

Un lumicino, seppur minimo c’è in Premier League, dove però i Reds non sono padroni del proprio destino. Dovranno vincere contro il Wolverhampton e sperare che il Manchester City perda punti a Brighton, oppure seguendo una pista decisamente più improbabile pareggiare con gli Wolves e sperare che il City perda con 5 gol di scarto.

Teorie, numeri, speranze: il Liverpool si gioca tutto in questa settimana. Consapevole di essere tornato finalmente la squadra di alta classifica che non era riuscita a essere nelle altre stagioni, ma con il brivido di rimanere a mani vuote. Perdente di lusso come detto, ma pur sempre perdente.