Le convocazioni in Nazionale fanno sempre figli e figliastri. Alzi la mano il tifoso che non ha mai contestato le chiamate del proprio CT. Esatto, tutti con il braccio abbassato. Ci sono calciatori che fanno parte dello zoccolo duro, alcuni premiati per il grande periodo di forma e poi ci sono loro: quelli che fanno parte dei 23 qualsiasi cosa accada. Per Deschamps, Benjamin Mendy è uno di questi.

La storia del terzino ex Monaco è nota ai più. Dopo una grande stagione culminata con la semifinale di Champions al fianco di Mbappé, Fabinho, Falcao e Bernardo Silva, ha condiviso con il portoghese il trasferimento al Manchester City diventando anche il terzino più pagato della storia con un esborso di 57.5 milioni di euro. L’annata 2017-18, però, si rivela nefasta: neanche il tempo di conquistare il posto da titolare nel primo mese di campionato che si rompe il legamento crociato nella partita contro il Crystal Palace. Torna in campo dopo 7 mesi nel 5-0 contro lo Swansea mettendo 62′ nelle gambe nelle restanti 3 partite di Premier League.

Nonostante questo, però, il CT Deschamps lo convoca in Nazionale per i Mondiali di Russia dopo averlo incluso nei suoi 23 prima del brutto infortunio. Un premio al giocatore che l’ex allenatore della Juventus ha sempre ritenuto parte integrante della squadra alle spalle dell’insostituibile Lucas Hernandez. Nei Mondiali vinti colleziona soltanto 40′ contro la Danimarca venendo considerato una sorta di novello Steven Bradbury per rapporto minuti/trofei dopo il tris Premier League-Coppa di Lega-Mondiale con soli 401 minuti giocati.

Mendy

Oggi, dopo un’altra annata a combattere con gli infortuni, non è cambiato granché nella sua vita calcistica. Il Manchester City lo ha visto in campo per soli 208 minuti in Premier League a causa degli ennesimi problemi fisici che lo hanno reso indisponibile per le prime 5 partite. In Champions quantomeno si è riaffacciato in campo prendendo parte anche al pareggio di San Siro contro l’Atalanta. Il velo di mistero che aleggia attorno a Mendy si infittisce, specie se non viene convocato nella partita contro il Liverpool per poi essere convocato in Nazionale.

Avete letto bene. Deschamps ha deciso di dare ancora fiducia a Benjamin Mendy nonostante non trovi continuità fisica e nonostante Pep Guardiola abbia dato 90′ ad Angeliño nelle ultime due partite di campionato. Una bocciatura tattica che lo fa scalare ancora nelle gerarchie contando anche l’infortunio di Zinchenko che avrebbe potuto spianargli la strada.

Lo strano caso di Benjamin Mendy. Un calciatore a cui la fortuna ha voltato le spalle, ma a cui Deschamps sembra voler restituire tutto quel che avrebbe potuto perdere.