Jhon Lucumi e Carlos Cuesta sono i due volti nuovi del calcio belga. La coppia di colombiani under 23 è diventato il fulcro difensivo della formazione campione di Belgio. Lucumi, arrivato lo scorso anno dal Deportivo Cali, sta alzando il livello delle sue prestazioni, facendo da chioccia a Cuesta, talento acquistato durante la sessione estiva dall’Atletico National. I due, rispettivamente classe ’98 e ’99, non hanno mai giocato in nazionale assieme, neanche nelle selezioni giovanili. Un caso, pensando soprattutto alle presenze di Lucumi, 10 tra nazionale maggiore e under 17, e Cuesta arrivato alla 20° presenza con l’under 20, le ultime da capitano.

I due difensori, anche non avendo raccolto numeri rassicuranti con 18 goal subiti, stanno imparando a convivere con caratteristiche molto diverse. Lucumi, sicuramente più pronto grazie all’anno di esperienza in Jupiler Pro League con 17 presenze, è un difensore molto aggressivo. Con il suo fisico imponente cerca maggiormente l’intervento in anticipo rispetto al connazionale, caratteristica apprezzata da mister Felice Mazzu. Infatti proprio il coach italo-belga, con la sua difesa a zona, sta cercando di rivoluzionare la fase difensiva del Genk, lasciando molte più responsabilità ai difensori centrali. Cuesta invece in fase di uscita dalla propria metà campo si sta rivelando una sorpresa per il calcio belga: dotato di un buon destro, sta togliendo responsabilità d’impostazione a Berge.

Una cosa che accomuna i due centrali è la pericolosità sui calci piazzati. Mazzu, inizialmente preoccupato dalle ripartenze avversarie, lasciava il più veloce Lucumi sulla trequarti: qualcosa sembra essere cambiato dal gol di sinistro contro il Salisburgo in Champions League, per il momentaneo 3 a 1. Ad allontanare le pressioni sulla crescita di questi ragazzi ci ha pensato proprio il loro allenatore, che ha stimolato i suoi ragazzi nella conferenza post-Mouscron: “Sono due giovanissimi e stanno crescendo: sicuramente le colpe per i gol presi nelle scorse partite sono da dividere con il centrocampo. Per adesso il nostro problema è accorciare la distanza tra difesa e centrocampo, che ci dà problemi in impostazione, ma sopratutto nelle coperture difensive”.

La giornata migliore l’hanno vissuta contro il Napoli nella seconda giornata di Champions League: una partita che li ha visti debuttare in casa in Champions, davanti ai propri tifosi. Dopo iniziali incertezze dovute anche alla qualità della squadra di mister Ancelotti, la fisicità dei due ha prodotto gravi difficoltà prima a Milik, poi a Mertens, tenuti a zero reti per tutta il match. Una bandierina su un lungo processo di crescita, seppur molto autorevole viste le qualità della squadra partenopea.

Una grande scommessa per il nuovo Genk di Mazzu, una squadra diversa rispetto a quella di Clement, che per adesso vede la crescita dei talenti come obiettivo centrale del progetto. Una crescita che l’anno scorso ha raggiunto l’apice con la vittoria del titolo e con la vendita dei migliori talenti. Un auspicio che la dirigenza della città di Genk  spera possa ripetersi nei prossimi anni, continuando ad essere una tappa di crescita ormai riconosciuta in tutta Europa negli ultimi 10 anni.