Luka Jovic si era presentato ai tifosi dell’Eintracht Francoforte con un goal all’esordio in Bundesliga, subentrando contro l’Augsburg a metà settembre 2017. Tutti erano rimasti colpiti dal serbo, ma la prima da titolare, nel successivo dicembre contro l’Amburgo, era stata un incubo: goal sbagliati a ripetizione e occasioni divorate in serie. Poco più di un anno dopo quella sera, sembra anche solo difficile pensare che il serbo classe 1997 possa riuscire a non centrare la porta.

Sono anzitutto i numeri a dare ragione all’ex Benfica e Stella Rossa, quelli in carriera dal suo arrivo in Germania. 9 goal in 27 presenze l’anno scorso, 19 in 26 quest’anno, quando la stagione è appena oltre la metà. Totale 28 goal in 53 presenze, ma soltanto 29 volte è partito nell’undici titolare. Il totale di Luka Jovic in maglia Eintracht parla di un goal ogni 99 minuti spesi in campo in tutte le competizioni, indiscutibili numeri da top attaccante mondiale. Specialmente a 21 anni appena compiuti, lo scorso 23 dicembre.

Nel pomeriggio della 20esima giornata di Bundesliga il suo goal è valso l’1-1 con cui l’Eintracht ha bloccato il Borussia Dortmund. Ai gialloneri Jovic aveva già segnato lo scorso anno al Westfalenstadion, in una sconfitta per 3-2 delle ‘Adler’ che era costata molto nella corsa Champions. Oggi il pareggio ha permesso a Hütter di evitare una sconfitta contro una squadra più forte. Più che il goal in sé, il segnale vero è il modo in cui è arrivata la rete: coordinazione e potenza, in allungo sul secondo palo. Una deviazione volante da uomo d’area, quello che sta diventando sempre di più in questa stagione, partita dopo partita. Dalla cinquina al Fortuna Düsseldorf non si è più fermato.

Al momento Luka Jovic è anche il capocannoniere della Bundesliga, davanti allo spiritato Paco Alcácer (che ultimamente ha rallentato), Marco Reus, Robert Lewandowski e Timo Werner. Ha messo in fila tutti i migliori. Lo stesso spera di fare anche in Europa League dal prossimo turno. Nella fase a gironi soltanto Dabbur ha fatto meglio di lui, con 6 goal a 5. E pensare che soltanto 18 mesi fa il Benfica lo lasciava andare in prestito con diritto di riscatto (per una cifra compresa tra i 6 e i 12 milioni), e che quella sera di dicembre, con l’Amburgo, le sue occasioni mancate a Francoforte se le sono ricordate per un po’. Ora, però, in testa hanno solo i suoi goal.