Lo scorso Ferragosto a Tallin Real e Atlético Madrid si giocavano la Supercoppa Europea: il trionfo della capitale spagnola, una delle due città assieme a Milano ad aver avuto nella stessa stagione due titoli europei con diverse squadre e unica ad aver avuto una finale tutta sua di Supercoppa. Quel 15 agosto del 2018 è l’apice della storia del calcio di Madrid, la capitale del calcio mondiale.

Ma sette mesi più tardi tutto è stato ribaltato: Madrid non è più in Europa né con i campioni dell’Europa League e di quella Supercoppa, né con tricampioni d’Europa in carica. Detiene ancora tutti i trofei ma a fine anno ormai è già sicura di perderli: che l’annata potesse presentare obiettivi ridimensionati rispetto all’en-plein dell’anno scorso era chiaro, ma che a metà marzo fossero già finite le speranze è un’enorme delusione. Anche perché negli ottavi d’andata entrambe avevano vinto bene: il Real con doppio gol in trasferta, l’Atlético con due gol di scarto e la possibilità di chiudere i conti al primo gol segnato nella partita di ritorno.

E invece no, due partite due ribaltoni: il Real Madrid è crollato contro l’Ajax entrando un uno stato confusionale che ha portato alla grande disfatta; l’Atlético ha scoperto tutti i suoi limiti e per una volta è stata la squadra timida e impaurita e non quella guerriera che ci si aspetta di vedere in Europa.

Madrid perde il suo primato, scavalcata soprattutto da Manchester che avrà entrambe le sue squadre ai quarti di finale di Champions League, ma scavalcata anche da Londra che rischia di presentarsi con tre rappresentati tra Champions ed Europa League, per quanto l’Arsenal sia chiamato a una grande reazione.

Un dominio che cade, o forse si interrompe solamente per un anno. Perché Madrid è comunque la grande potenza europea e l’anno prossimo potrà ripartire da due squadre di grande valore: una da reinventare ma con la guida che ha fatto la storia del club, l’altra più compatta e con la necessità di inventarsi qualcosa per salire l’ultimo gradino che le manca. Tutte inserite in una stagione fin qui deludente per il calcio spagnolo che porterà solamente una squadra ai quarti di Champions e che avrà grandi difficoltà a vincere l’Europa League.

Eppure dopo quella finale così bella di Tallin era difficile immaginarsi una disfatta del genere e una Madrid che da dominatrice del calcio diventasse la prima sacrificata di marzo.