Mercoledì sera a Baku l’Arsenal ha perso l’ennesima finale europea della sua storia. Una vera e propria maledizione quella che perseguita i Gunners che riuscirono a spezzarla solo nel 1994 quando contro il Parma vinsero la Coppa delle Coppe. Ma per il resto furono solo cocenti delusioni e quindi andiamo a rivivere le finali internazionali della squadra inglese.

ARSENAL-VALENCIA COPPA DELLE COPPE 1979-80

1980: Quando il Valencia sconfisse l’Arsenal in finale di Coppa delle Coppe

ARSENAL-MILAN SUPERCOPPA EUROPEA 1994
Finalmente vincitore di un titolo internazionale l’Arsenal andò a giocarsi la Supercoppa Europea contro il Milan trionfatore della Coppa dei Campioni. Non era ancora in uso la regola della partita unica e quindi il vincitore sarebbe stato assegnato a seguito di una doppia sfida giocata addirittura nel febbraio del 1995. La prima gara si giocò a Londra dove i Gunners sapevano che avrebbero dovuto vincere per poter difendere il risultato a San Siro, ma questo non avvenne. I rossoneri ben si difesero e mantennero lo 0-0 fino alla fine, risultato che lasciava aperta ogni possibilità per il ritorno. Il Milan stava vivendo un calo in campionato, ma in Europa non c’era storia e così nel primo tempo Boban e nel secondo Massaro trafissero David Seaman e per George Graham era solo l’inizio delle sconfitte europee in quell’anno.

ARSENAL-SARAGOZZA COPPA DELLE COPPE 1994-95
L’Arsenal era voglioso di bissare la vittoria della Coppa delle Coppe dell’anno precedente e con un Ian Wright in forma strepitosa l’impresa non sembrava poi così assurda. Dopo aver eliminato in scioltezza nei sedicesimi di finale i ciprioti dell’Omonia Nicosia, il Brøndby creò più problemi del previsto agli ottavi. La vittoria per 1-2 in Danimarca sembrava lasciare tranquilli, ma a Londra i danesi si trasformarono. Hansen portò in vantaggio i suoi suonando la carica, Wright e Selley portarono avanti l’Arsenal ma Dan Eggen trovò il pareggio e negli ultimi minuti fu un assedio alla porta di Seaman che però ben si difese e mantenne il pari qualificazione. Anche nei quarti contro l’Auxerre fu decisiva una vittoria in trasferta dopo il pari ma in casa ma lo spettacolo ci fu in semifinale. Contro la Sampdoria gol e spettacolo non mancarono di certo. Steve Bould fu grande protagonista all’andata a Londra con una doppietta, ma Jugović non rimase a guardare e anche lui andò a segno due volte prima e dopo la terza rete del solito Ian Wright. A Genova si era pronti per la rimonta e Mancini segnò subito l’1-0, ma nella ripresa pareggiò Wright prima degli ultimi folli cinque minuti. Un giovanissimo Claudio Bellucci era da poco entrato al posto di Riccardo Ferri e nel giro di un minuto segnò due gol che sembravano aver steso l’Arsenal, ma a tempo scaduto Stefan Schwarz trovò la rete che valeva i tempi supplementari. Si andò ai rigori dove la stanchezza si fece sentire e non poco e Mihajlović sbagliò il primo rigore per i blucerchiati, seguito da McGoldrick e Jugović. Quattro rigori consecutivi segnati prima che Zenga parò il tiro di Merson, ma Seaman fece altrettanto con Lombardo e terminò con un trionfo inglese uno dei momenti più magici della Coppa delle Coppe. La finale si sarebbe giocata al Parco dei Principi di Parigi contro la sorpresa Saragozza e il bis sembrava essere dietro l’angolo. Gli spagnoli però dimostrarono che non erano lì per caso e Esnáider li portò in vantaggio prima che Hartson pareggiasse portando la sfida ai supplementari. A tempo ormai scaduto e con i rigori alle porte Nayim decise di entrare nella storia con un tiro impossibile da oltre quaranta metri che sorprese Seaman e consegnò alla storia una delle più pazzesche finali di Coppa delle Coppe.

ARSENAL-GALATASARAY COPPA UEFA 1999-2000
La stagione europea 1999-00 per l’Arsenal non era partita nel migliore dei modi. La Champions League infatti aveva portato la grossa delusione dell’eliminazione al primo girone in favore del Barcellona e della Fiorentina e solo la presenza del piccolo AIK Solna permise ai Gunners di arrivare terzi e retrocedere in Coppa Uefa. I primi tre turni non diedero problemi con Nantes e Deportivo la Coruña entrambe eliminate con un complessivo 6-3 e il Werder Brema sepolto sempre da sei gol totali. Nemmeno il Lens in semifinale mise in difficoltà gli inglesi che vinsero sia in casa che in Francia e questo risultato aprì le porte della finale di Copenhagen contro la rivelazione Galatasaray. Nella capitale danese i turchi giocarono sulla difensiva cercando di andare ai rigori e dopo deludenti centoventi minuti riuscirono a ottenere il risultato sperato. Dagli undici metri tremarono le gambe a Šuker e Vieira che sbagliarono mentre i giallorossi furono impeccabili e quando Popescu segnò il suo quarto rigore la gioia esplose in tutta İstanbul mentre per l’Arsenal era l’ennesima delusione.

ARSENAL-BARCELLONA CHAMPIONS LEAGUE 2005-06
Le difficoltà in Premier League dell’Arsenal non ricaddero in Champions League e proprio nell’anno più complicato sfiorò l’impresa vincendo la sua prima storica Coppa dei Campioni. La squadra di Wenger stravinse il proprio girone con Ajax, Sparta Praga e Thun chiudendo con ben cinque vittorie e un solo pareggio nell’ultima partita. Gli svizzeri e gli olandesi riuscirono a segnare un gol nelle prime due partite e da lì iniziò una strepitosa rete difensiva con in porta un Lehmann mai così decisivo e questa fu la grande fortuna dei londinesi. Contro il Real Madrid bastò una rete favolosa di Henry e novanta minuti di sofferenza ad Highbury per passare il turno, mentre favolosa fu la prestazione con la quale venne spazzata via la Juventus con un netto 2-0 casalingo. In semfinale ci fu lo scontro con la sorpresa Villareal e a Londra bastò il gol di Kolo Touré per vincere 1-0, mentre in Spagna fu Lehmann l’eroe di giornata che parò a tempo quasi scaduto il rigore di Riquelme. La finale fu a Parigi contro il Barcellona e dopo pochi minuti la difesa venne presa di sorpresa e Lehmann fu costretto al fallo da ultimo uomo su Giuly che gli costò il rosso. Nonostante l’uomo in meno Sol Campbell portò in vantaggio i suoi ma nella ripresa fu Thierry Henry a tradire la sua squadra divorandosi due facili occasioni davanti a Valdés. In quattro minuti Eto’o prima e Belletti poi confezionarono il ribaltamento del risultato e anche questa volta l’Arsenal uscì con la medaglia d’argento.