Malinovskyi sembra essere indirizzato verso la Serie A, esattamente sulla sponda giallorossa della capitale. Il centrocampista ucraino 25enne è diventato uno dei calciatori più corteggiati della Jupiler Pro League,dai grandi club europei , anche grazie alla dimensione del Genk durante questa stagione. Proprio la Serie A potrebbe essere uno dei campionati maggiormente competitivi per Malinovskyi, in grado di mettersi alla prova in una squadra di vertice e di partecipare alla Uefa Champions League.

L’Italia nel suo futuro? Perchè proprio l’Italia? Perchè Malinovskyi è un giocatore tatticamente ordinato, un centrocampista con una buona impostazione, ma che soprattutto può giocare in diversi ruoli. La sua fisicità (181 cm), accompagnata da una mobilità sufficiente per quell’altezza, lo pone in grado di poter amministrare il gioco come mediano basso, ma ha dimostrato di poter integrarsi come mezz’ala sinistra e trequartista centrale grazie ai suoi tempi di inserimento. Malinovskyi, quest’anno, grazie al trasformismo di Clement, è diventato un giocatore indispensabile per il Genk per due motivi:

  1. E’ diventato il partner perfetto di Berge nella costruzione di una mediana fisica nel recupero palla e veloce nella costruzione di gioco.
  2. Ha aumentato le sue abilità palla al piede sulla trequarti avversaria, diventando un pericolo sia nell’ultimo passaggio, che nella finalizzazione dalla distanza grazie ad un sinistro molto potente.

Tutto ciò può essere osservato nei numeri prodotti in campo: Malinovskyi quest’anno ha realizzato 10 assist in totale tra Jupiler Pro League ed Europa League, riuscendo a mostrare una buona visione negli ultimi 30 metri. A questi 10 assist, Malinovskyi ha aggiunto una percentuale di passaggi riusciti tra le più alte del campionato (74% nella metà campo avversaria), ma da evidenziare ci sono anche i 22 passaggi chiave non sfruttati appieno dai compagni di squadra.

Una delle peculiarità che predispone Malinovskyi come un centrocampista da acquistare subito, è soprattutto la sua abilità da calcio piazzato: l’ucraino quest’anno ha siglato 11 reti, di cui 9 tra punizioni e calcio di rigore. La sua pericolosità aumentata recentemente, ha prodotto un atteggiamento più attivo del Genk sulle palle da fermo; basti pensare alle palle da goal prodotte dal Genk sui calcio d’angolo, freccia nell’arco di Philippe Clement soprattutto in campionato, dove la fisicità dei blu risalta maggiormente.

Malinovskyi è anche una delle pedine fondamentali della nuova Ucraina, squadra con cui ha già raccolto esperienza internazionale per 18 partite, in cui ha siglato due gol (1 segnato contro l’Italia nel pareggio 1-1). Proprio Andriy Shevchenko, ex leggenda del Milan ed attuale commissario tecnico dell’Ucraina, ha parlato di Malinovskyi come uno dei perni centrali della nazionale, non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per le proprietà caratteriali che impone ai compagni di squadra in campo e fuori dal campo.

Malinovskyi potrebbe essere l’arma perfetta per la Roma ed in generale un giocatore utile in Serie A? Forse. Sicuramente la sua duttilità e le sue qualità tecniche potrebbero essere positive per il campionato italiano, ma dall’altro lato ci sono due questioni che è giusto osservare:

  1. Malinovskyi è un giocatore molto fisico, caratteristica che in fase difensiva sembra diventare alcune volte un limite per la sua irruenza: è uno dei centrocampisti che ha collezionato più cartellini gialli nella stagione attuale della Jupiler Pro League, tratto che potrebbe diventare pericoloso soprattutto se nel centrocampo a 3 della Roma andasse ad occupare il ruolo di mediano basso.
  2. Malinovskyi è un giocatore che potenzialmente non sembra offrire molte garanzie di crescita, a discapito dei suoi 25 anni. Il suo utilizzo quasi centralizzato del sinistro potrebbe determinare in un campionato molto difensivo e molto stretto negli spazi in mezzo al campo, una meccanicità non in grado di far fare il salto di qualità sia alla sua squadra sia al suo gioco.