Un altro passo falso del Manchester City, il secondo consecutivo lontano dall’Etihad. I Citizens, due volte avanti, si fanno rimontare dall’orgoglio del Newcastle bravo a sfruttare il momento delicato dei campioni d’Inghilterra. Il due a due finale ha il sapore della resa per i ragazzi di Guardiola, meno otto dal Liverpool con la possibilità di scivolare a undici lunghezze dal primo posto qualora i Reds dovessero vincere la loro partita contro il Brighton. Un margine difficilmente colmabile considerando lo stato di forma di Salah e compagni. I novanta minuti di oggi hanno messo in mostra tutti i limiti del Manchester City: una squadra poco cinica, priva di carattere e totalmente sbilanciata (l’infortunio di Laporte è emblematico da questo punto di vista). I Citizens pareggiano e, probabilmente, alzano bandiera bianca per quanto riguarda la lotta al titolo.

Manchester City, il sogno rimonta si ferma al St. James Park

Se il Liverpool aveva complicato, e non poco, i piani Premier del Liverpool, Shelvey li ha definitivamente terminati. La curiosità è che il centrocampista ha militato nei Reds per tre stagioni. Una vera e propria maledizione rossa per il Manchester City costretto a guardarsi alle spalle visto che Leicester e Chelsea corrono. Guardiola si ferma al St. James Park e dice addio ai sogni Premier perché recuperare tra gli otto e gli undici punti a questo Liverpool sembra missione impossibile specie se i Citizens viaggiano a questo ritmo.Una partita che ha messo in evidenza i limiti caratteriali di una squadra senza equilibrio; il crollo è iniziato con l’infortunio di Laporte. Troppo importante il giocatore in un reparto difensivo che, probabilmente, andava rinforzato nel mercato estivo. Ciò che sorprende, in negativo, è l’incapacità di mantenere il risultato; era già successo contro lo Shakhtar. Oggi si è ripetuto ma il peso della rimonta è ben diverso; il Manchester City dice addio alla Premier per colpa di un ex Liverpool; strano scherzo del destino.