Più di dieci gironi per riflettere, trovare nuovi schemi e nuove idee per i suoi soliti protagonisti: la sosta per le nazionali non poteva arrivare in un momento più delicato per il Manchester City, seminato al secondo posto in classifica dalla furia del Liverpool che non sembra avere nessuna intenzione di staccare le mani dalla vetta della Premier League.

Quella dei Citizens non è una situazione facile da affrontare, soprattutto perché tutte le grandi certezze sono state rimesse in discussione a causa delle due sconfitte arrivate nelle prime otto giornate di campionato. E di certo Pep Guardiola non è stato vittima di squadre eccellenti: la prima, quella che ha suscitato più clamore, è stata quella contro il neopromosso Norwich, una delle realtà più sorprendenti di questo campionato che di certo non avrebbe mai sognato di strappare tre punti ai campioni in carica. La seconda invece ha lasciato spazio a riflessioni più lucide, dato che un Wolverhampton in piena crisi che porta a casa il bottino pieno dopo aver visitato l’Etihad è il sintomo lampante che qualcosa all’interno della macchina perfetta del City comincia a scricchiolare.

E la mancanza di Laporte in difesa non è il solo motivo: seppur senza la loro colonna portante, i Citizens sono ancora una delle migliori difese di tutta la Premier League con 9 gol subiti in 8 partite, un dato sicuramente maggiorato rispetto alle passate stagioni ma che comunque non fa pensare a un crollo improvviso del reparto più arretrato, aiutato spesso da un centrocampo che continua a essere di grande qualità.

Forse la Champions League vinta dal Liverpool appena qualche mese fa (impresa fallita a Guardiola da quando è in Inghilterra) e la conseguente striscia di vittorie consecutive in campionato hanno intaccato seriamente le energie mentali del City, una squadra capace di distruggere per 8-0 il Watford e di cadere appena due settimane dopo contro il Wolverhampton che fino ad allora aveva vinto appena una partita.

Il dato che più fa riflettere però è un altro. Gli otto punti di distanza accumulati dai Reds capolista sono un vero e proprio record in negativo: mai nessuna squadra aveva trovato un vantaggio così grande dalla seconda classificata in otto giornate di campionato. Il primato precedente apparteneva al Chelsea di Mourinho che nel 2005 riuscì a lasciarsi alle spalle il Manchester United di sette punti.

Grafica a cura della redazione di Footbola

Con il campionato in pausa per Guardiola è tempo di pensare a una nuova rivoluzione, necessaria per sovvertire le sorti di una Premier League che si tinge sempre più di rosso.

 

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