Manchester United e Barcellona in Champions League, storia di due nobili della coppa, storia di fenomeni, partite leggendarie e passaggi di testimone. Due volte finale in tre anni tra Roma e Wembley, nell’esaltazione del mitico Barça di Guardiola, la squadra che ha riscritto le gerarchie del calcio di oggi. Ma quel Barcellona, quello più vincente e bello della sua storia, è nato proprio in una sfida di Champions League con il Manchester United, ma non in una delle due finali vinte, bensì in una semifinale persa.

Era la stagione 2007/08, una di quelle complicate per i colori blaugrana. Perché dopo il campionato perso in volata l’anno prima contro il Real Madrid di Capello per colpa del Tamudazo, la stagione successiva fu di grande sofferenza in campionato, col nuovo Real di Schuster che chiuse con anticipo i discorsi per la Liga. Cammino opposto invece in Europa: Real fuori contro la Roma ancora una volta agli ottavi, Barcellona che sogna di arrivare alla finale di Mosca.

Un grande ostacolo: il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Tirato 0-0 al Camp Nou, con tanto di rigore sbagliato da Cristiano Ronaldo (non l’ultimo errore in quell’edizione, ma tutti indolori per sua fortuna); 1-0 a Old Trafford con rete di Paul Scholes. Quel tiro da fuori del leggendario numero 18 dei Red Devils, inconsapevolmente, è uno dei grandi passaggi di testimone della storia del calcio: lì è terminata un’era, quella di Frankie Rijkaard, uno che il Barcellona l’ha fatto diventare grande portandolo sul tetto d’Europa a Parigi, ma che aveva già capito di non avere più il pieno controllo della situazione.

Di fatto la sua avventura terminò lì: quel Barcellona era un gruppo con ancora tantissimo da dare, ma con la necessità di cambiare qualcosa nella propria filosofia. E così dopo un anno senza titoli (anche in Copa del Rey il cammino finì in semifinale, contro il Valencia), si decise di dare via al nuovo Barcellona. Quello catalano e innovatore, del bel gioco e dal DNA vincente. Lo prese Guardiola, che creò la più bella macchina di possesso palla vista recentemente su un campo di calcio. Venne ceduto Ronaldinho sì, ma salì in cattedra la miglior versione di Leo Messi, esaltato da un calcio in cui il suo talento si sposava con l’armonia di un gioco senza eguali.

Tutto cominciato dopo una sconfitta contro l’avversario che poi venne battuto una volta dopo l’altra, in due finali che hanno completamente riscritto la storia del Barcellona, capace di raddoppiare in solo tre anni i titoli vinti in tutto il suo passato. Manchester United-Barcellona è anche questo.