Se per la Svezia il Mondiale di Russia ha regalato una campagna ben superiore a ogni ragionevole aspettativa, per Marcus Rohdén la parentesi moscovita non è stata propriamente indimenticabile e il versatile centrocampista del Crotone non ha giocato un solo secondo. Era comunque nell’aria che il suo minutaggio di non sarebbe stato elevatissimo, visto che Andersson è molto metodico e punta tendenzialmente sullo stesso undici: i subentranti sono nella maggior parte dei casi Guidetti e Thelin, per far rifiatare Berg e Toivonen, poi se mancasse qualcosa in mezzo toccherebbe a Durmaz e Hiljemark. Addirittura contro la Svizzera lo squalificato Sebastian Larsson è stato sostituito da Svensson e pure quando il ct s’è voluto privare di Forsberg la prima scelta non è stata Rohdén (suo naturale alter ego, anche se meno tecnico) bensì il terzino sinistro Martin Olsson, con spiccate doti offensive ma pur sempre un difensore.

Il bello è che in tutto questo Marcus Rohdén, sebbene finito in fondo alle gerarchie, ha capitalizzato abbastanza bene la sua permanenza in Russia. L’ha fatto sfruttando i social, lanciando messaggi come “Välkomna in till oss på Ciszere idag och imorgon”, letteralmente “benvenuti in Ciszere oggi e domani”, promuovendo il suo marchio d’abbigliamento. Il progetto Ciszere è nato nel 2013 dalla mente del centrocampista e di tre suoi amici, e proprio in occasione del Mondiale ha promosso la nuova collezione facendo partire i consueti saldi estivi. Nemmeno a dirlo, il primo a indossare i capi usciti dalla sartoria è stato Rohdén, tutt’altro che intimorito dallo sfoggiare il suo nuovo look su Instagram e per le strade di San Pietroburgo, Sochi, Ekaterinburg e Samara.

Nato a Värnamo nel 1991, Marcus Christer Rohdén è sempre stato appassionato di moda: nel 2007 è entrato nelle giovanili dell’Elfsborg, da cui il Crotone l’ha acquistato nell’estate 2016 convinto dalla sua maturazione. Nel 2014 segnò 5 volte, l’anno dopo il bottino salì a 7 e nell’Allsvenskan 2016 il suo rendimento s’è cristallizzato a 4 reti e altrettanti assists. Per lui, a 25 anni, era il periodo migliore per osare e dunque tentare l’approdo in un campionato di fascia alta: del resto era molto conosciuto nel panorama nazionale e aveva pure debuttato in nazionale nel gennaio 2015, presentandosi con un gol all’esordio in amichevole contro la Costa d’Avorio (il suo unico, finora). Nelle stesse settimane in cui Marcus svolgeva la preparazione coi Pitagorici di Davide Nicola, mettendo insieme le prime presenze in Serie A, gli altri soci di Ciszere lavoravano senza sosta per migliorare la notorietà del marchio e, agli inizi di settembre 2016, ecco l’apertura di un loro temporary store presso il centro commerciale Bikini Berlin, nel cuore della capitale tedesca, cui avevano presenziato Johan Forsberg e Andreas Nyberg: “Bello poterci esporre in questo modo, puntiamo a stabilirci come azienda in tutta Europa ed è bello aver avuto l’opportunità di andare oltre i confini svedesi, le loro parole all’unisono.

Tra l’altro è curioso come, oltre ai sopracitati Johan e Andreas, gli altri soci siano due calciatori professionisti: uno è Rohdén, l’altro è Per Frick che oggi gioca come attaccante all’Elfsborg dove per via di qualche rete particolarmente spettacolare s’è guadagnato l’affettuoso soprannome di “Frickadona”. E se i due fanno fatica a coadiuvare calcio e moda, arrivando per forza di cose a non poter dedicare troppo tempo all’attività, non per questo sono meno desiderosi di espandere il loro marchio, tanto da esserne diventati testimonial. Così Ciszere è arrivata in Russia, dopo aver conquistato Crotone: “Una città piccola ma carina, tranquilla in inverno e piena di gente in estate” aveva raccontato Rohdén, prima di rivelare i suoi piani futuri. “Ora stiamo smettendo di produrre magliette, vogliamo buttarci nel ramo delle camicie da uomo. Peraltro siamo legatissimi a Borås (città dell’Elfsborg, ndr), dalla storia tessile molto importante”.

Il nome Ciszere pare fosse il lemma utilizzato dalla sartoria del XVI secolo per indicare le forbici, e in effetti somiglia parecchio all’inglese “scissors”. Oggi in svedese però le forbici si chiamano “sax” e figurano al di sopra della scritta nel logo dell’azienda. Inizialmente producevano solo tute, pantaloni e maglie da allenamento (“Sì, ma utilizzando i materiali migliori”, precisano), ora hanno decisamente cambiato genere. Puntando sull’e-commerce e su un rapporto di continua fidelizzazione del cliente, Marcus e i suoi tre amici stanno facendo successo. Così, anche senza sapere dove giocherà il prossimo anno (pare destinato a lasciare il Crotone dopo la retrocessione in Serie B, si è parlato del Genoa dove troverebbe il connazionale e pari ruolo Hiljemark), Rohdén ha già fatto fruttare al meglio la sua estate.