Domenica scorsa un lungo brivido, poi la conferma della notizia che nessuno al Porto voleva ascoltare: Moussa Marega fuori per due mesi, out sia dalla corsa al secondo titolo consecutivo che dai due ottavi di finale di Champions League che giocherà contro la Roma.

Una perdita gravissima in vista della doppia sfida ai giallorossi, per peso in attacco e frequenza di gol che lo avevano reso il terzo capocannoniere della fase a gironi. Un centravantone d’area, grosso ma anche mobile, esploso tardi in carriera sì, ma tremendamente efficace quando chiamato in causa.

E non è casuale che dopo il suo infortunio il Porto abbia accusato mentalmente la sua perdita non riuscendo più a sbloccare la partita in casa del Vitoria Guimaraes e riaprendo così il discorso primo posto alla rincorsa del Benfica e alle speranze della sorpresa Sporting Braga.

Sette gol in campionato, cinque in Champions, numeri pesantissimi soprattutto considerando la mancanza di alternative vere e proprie da mettere in due partite pesanti come quelle con la Roma.

L’attacco sarà affidato a Tiquinho Soares, il suo partner d’attacco e capocannoniere del Porto in campionato, ma affianco rischiano di esserci figure inappropriate o comunque meno incisive. Fernando fin qui è stato il bomber di coppa, ma quella di lega e non quella con le stelle europee: gol importanti sì soprattutto perché segnati a Benfica e Sporting, pur senza riuscire a evitare l’eliminazione.

Una figura riempitiva che però non ha ancora la maturità degli altri colleghi di reparto. Fondamentale diventerà così il supporto dei messicani alla manovra: Herrera dalle zone centrali, Corona dalla fascia, per rendere questo Porto così maturo ed esperto una squadra in grado di sopperire a una delle assenze più pesanti a cui poteva andare incontro.