Volti nuovi e scommesse sicure: il ricambio generazionale imposto da Luis Enrique per la sua Spagna passa anche da chi non ha ancora avuto una chance e Mario Hermoso è tra questi calciatori. Prima convocazione in assoluto per continuare a cercare il vero erede di Gerard Piqué per il centro della difesa.

Un buco nell’acqua l’esperimento Nacho, non del tutto convincente Bartra, e allora conviene guardare in casa. Mario Hermoso è il centrale perfetto per i nuovi piani della nazionale, anche perché con l’Espanyol ha dimostrato di essere uno dei migliori della Liga nel suo ruolo.

Un difensore al passo coi tempi: pulito negli interventi, ottimo nella scelta dei tempi e fortissimo con i piedi. Un papabile campione a giudicare quello che è stato il suo avvio di Liga con la maglia dei Pericos, a sorpresa la seconda in classifica. Tanto che il Real Madrid sta persino pensando di riportarlo a casa: se l’è fatto scappare dopo il consueto giro tra il Castilla e qualche prestito, facendolo partire per Barcellona ma verso la sponda amica.

E con prestazioni così è difficile non avere rimpianti. Hermoso ha giocato questa prima parte di stagione in maniera dominante, capace di abbinare il suo fisico possente a una classe palla al piede che pochi centrali possono vantare. Un mancino così raffinato che gli permette spesso di uscire con la giocata elegante, a volte persino in sombrero, numero che prova spesso e che per sua fortuna gli riesce. Rubi gli concede anche di calciare qualche punizione diretta in porta, soprattutto quando c’è l’angolo giusto per sfruttare il suo sinistro.

E pensare che nello scorso febbraio era finito ai margini della rosa. Quique Sánchez Flores, allora allenatore dell’Espanyol, non gli aveva perdonato gli errori decisivi nella partita con il Leganés e per diverse partite lo fece accomodare in panchina. E così facendo ha ottenuto il risultato sperato: un calciatore caratterialmente rigenerato e che a 23 anni ha trovato la sua consacrazione.

L’ultimo calciatore dell’Espanyol a essere stato convocato in nazionale era stato Marco Asensio nell’anno che ha preceduto il suo arrivo al Real, la squadra in cui Hermoso, madrileno e madridista, sognare di giocare da sempre. E che con queste prestazioni sembra già meritare.