Il Mondiale è la vetrina per eccellenza per i calciatori in cerca di una grande occasione. Ma non solo. In Russia volerà anche chi le occasioni le ha avute, ma per sfortuna non è riuscito a sfruttarle al meglio. Rientra tra questi Marko Pjaca, che affronterà la competizione alla ricerca del rilancio personale. In mezzo a troppe voci di mercato che lo vedono coinvolto, con un solo reale obiettivo: riprendersi una maglia nella Juventus, quella che ha virtualmente lasciato dopo il grave infortunio in Estonia, in amichevole, mentre giocava con la sua Nazionale. La stessa Croazia che ora gli dà la miglior occasione per dimostrare il suo valore.

Marko Pjaca, l’infortunio e la svolta negativa

La rottura del legamento crociato è arrivata nel momento migliore della carriera di Pjaca. Nella Juve aveva trovato continuità di gioco e di rendimento, si iniziavano a intravedere quegli spunti che avevano convinto i bianconeri a puntare sempre più su di lui. Aspirava a diventare un punto fermo della nazionale croata e sembrava essere il futuro leader tecnico della squadra, il primo a guidare il ricambio generazionale. Fino a Tallinn, Estonia. Il 28 marzo 2017, l’infortunio che gli ha fatto terminare la stagione e l’anno in anticipo, che gli ha tolto tutte le opportunità anche nella Juventus. Al suo ritorno ha trovato una squadra rinforzata in attacco, con tutti gli spazi chiusi. Li ha cercati allo Schalke, dove ha svolto un percorso di riabilitazione lento e difficile, ma riuscendo a mostrare sprazzi di talento.

L’urlo di dolore di Pjaca dopo l’infortunio in Estonia-Croazia.

Questione di prontezza

Le difficoltà sembrano ora più lontane, ma tra Marko Pjaca e un posto in una big europea c’è ancora un Mondiale da disputare. Non lo vivrà da protagonista, perché tra centrocampo e attacco il Ct Zlatko Dalic ha esperienza, tecnica e carisma da vendere. Il classe 1995 si giocherà una maglia con la concorrenza, dovrà dimostrare di farsi trovare pronto ed essere incisivo in ogni situazione. Tutte doti che aveva dimostrato di poter perfezionare alla Juventus, prima di essere fermato dall’infortunio. Doti fondamentali sia per avere spazio nella Croazia, sia nel club. Che sia la Juventus o qualunque altra squadra a cui è stato accostato in queste prime settimane di mercato.

La dimensione di Pjaca

Il Mondiale sarà per Pjaca una possibilità per capire quale possa essere la sua reale dimensione calcistica, ciò che Juventus e Schalke non sono riuscite a determinare fino in fondo. Soltanto 29 partite in due anni, 21 volte da subentrante a partita in corso. Troppo poco per potersi guadagnare un posto in una big, nonostante Allegri e la dirigenza bianconera abbiano voluto puntare su di lui. Il futuro a questo punto è un’incognita, ma può diventare una certezza se al Mondiale l’ex Dinamo Zagabria dovesse riuscire a brillare. A quel punto la Juventus non avrebbe ragioni per privarsi di un giocatore decisivo. E Marko Pjaca potrebbe finalmente iniziare davvero la sua carriera ad alti livelli. Sfortuna permettendo.