Nell’ambiente del calcio inglese, tra le tante particolarità che rendono il british football qualcosa di unico, c’è quella tramandata di generazione in generazione dei match programmes. Al giorno d’oggi vengono venduti in bancarelle autorizzate dal club, durante il giorno della partita, e si possono acquistare per poche sterline. Anni fa invece, venivano considerati quasi un simbolo di ricchezza, dato che la working class si presentava allo stadio spesso e volentieri con i soldi contati per il biglietto della partita. E se in caso fosse avanzata qualche sterlina, sarebbe stata spesa per una bevanda calda, piuttosto che per un semplice libretto mal rilegato. Tuttavia, al giorno d’oggi esistono molti collezionisti ed amanti di questi “libretti”, e spesso questi ultimi, se vecchi ma ben mantenuti, vengono venduti a peso d’oro. Al giorno d’oggi ogni club della Football Association vende in ogni partita i propri match programmes, che con gli anni si sono ampliati, ed ora contengono parecchia pubblicità, oltre che ad una quantità ben più ingente di informazioni rispetto al passato.

Ma qual è il motivo di questo diffuso culto verso i vecchi match programmes? Forse l’amore per un calcio di altri tempi. Forse il desiderio di possedere veri e propri cimeli del proprio club preferito. Forse la volontà di informarsi sulle notizie che circolavano all’epoca, e sulle statistiche di una stagione a noi lontana.

Insieme al pint & pie, il match programme fa parte della dolce attesa del fischio d’inizio di una partita di Premier League, o delle leghe inferiori del calcio inglese. Ma come è possibile che questo colorato insieme di pagine sia diventato un vero e proprio simbolo? In origine, fu l’Everton  (nel 1880) ad introdurre questa idea nel calcio dell’epoca. Per qualche mese furono l’unico club che metteva a disposizione dei tifosi queste pagine nelle quali trovare le formazioni del match, oltre che alle classifiche ed altre statistiche interessanti. Ad emulare l’idea della dirigenza di Toffes, fu l’Aston Villa, che ampliò i contenuti dei propri libretti. In seguito la pratica si diffuse a macchia d’olio, e nel dopoguerra inglese, anche i club meno gloriosi o sponsorizzati si potevano permettere di produrre tutto ciò per i tifosi.

Ricordate quando abbiamo detto che, se i fascicoletti sono ben mantenuti, possono essere venduti per cifre da record? A sostegno di questa tesi ci vengono incontro i casi dei programmi per le finali di FA Cup degli anni ’20. Certe fonti parlano di vere proprie aste, tenute da famosissimi battitori inglesi, nelle quali questi match programmes vengono venduti generalmente per più di 1000£, per la gioia sia dell’acquirente che del venditore. In generale, i programmi delle finali del torneo più antico del mondo, sono richiestissimi anche se si tratta di edizioni e stampe di qualche anno fa. Tuttavia, come precedentemente detto, quelli degli anni ’20 e ’30 sono tanto ricercati quanto rari, a causa, probabilmente, della Seconda Guerra Mondiale. Da pochi anni, qualche club ha anche aperto dei negozi per la vendita esclusiva di questi cimeli storici. In questo modo i tifosi possono recarsi sul posto e toccare con mano la qualità del prodotto venduto, senza dover aspettare aste, o rischiare un acquisto online. A questo proposito, c’è da dire che la presenza nel web di questi piccoli amici è vastissima, e spesso si trovano buone occasioni (a meno di spese di spedizioni eccessive).

In conclusione, potrebbe essere interessante vedere gli esemplari più ricercati ed amati dagli appassionati, che con gli anni si sono trasformati in esperti validi come quelli di numismatica. Ma mettetevi seduti comodi, perché le cifre di vendita che riporteremo potrebbero provocare capogiri. Il prezzo più alto registrato per la vendita di un match programme è di 32250£, soldi spesi durante un’asta di qualche anno fa. Ma quale fu l’oggetto così desiderato? Fu il programma della finale di FA Cup del 1882, giocata tra Blackburn Rovers e Old Etonians: più nel dettaglio, quella partita fu la decima finale di una coppa che negli anni è diventata leggendaria, ed il programma in questione fu il primo relativo a quel trofeo. Troviamo ancora una finale di FA Cup protagonista, nell’edizione 1995-96: in quel caso, per motivi ancora sconosciuti, vennero ritrovati centinaia di esemplari bruciati, e di conseguenza, seppur la partita venne giocata soltanto un ventennio fa, i prezzi di acquisto si aggirano intorno alle 100£. Una situazione simile troviamo anche nel programma della finale del 1924, la seconda giocata a Wembley. A causa di una pioggia torrenziale, i programmi acquistati dai tifosi si rovinarono praticamente nella totalità, ed i pochi rimasti vengono custoditi come dei santini dagli appassionati. Tuttavia, sembra un argomento senza discussione quello sul match programme più famoso della storia del football, ovvero quello corrispondente alla prima partita giocata dal Manchester United dopo il famoso Disastro di Monaco, nel quale molti Busby Babes persero la vita. Per l’occasione, il libretto è bianco, e vuoto nella sua totalità.

Come avrete capito, l’amore di molte persone verso i match programmes è un qualcosa di enorme ed incondizionato. Molti ricordi aleggiano nell’aria nel momento in cui si leggono le pagine di questi veri e propri pezzi di storia, che sono pane per i denti degli amanti del beautiful game.