Ancora una volta Roma e Real Madrid incroceranno i loro destini e nel nuovo millennio sta diventando un’abitudine. I blancos sono la squadra più titolata d’Europa e il loro dominio è diventato ancora più netto negli ultimi anni, ma non sempre è andato tutto bene. Ecco a voi cinque giocatori che han giocato nel Real senza lasciare un segno indelebile.

1) Hamit Altintop
Tra i più rappresentativi giocatori turchi dell’ultimo decennio Hamit Altintop ha scritto le pagine migliori della sua storia in Bundesliga e nella sua città natale Gelsenkirchen. A 21 anni debuttò con lo Schalke 04 dove vivrà quattro anni meravigliosi e che gli permisero di passare al Bayern Monaco. Spesso in panchina all’ombra di Ribery e Robben ha comunque avuto un buon rendimento e nel 2011, a contratto scaduto, Josè Mourinho decise di portarlo a Madrid. In maglia merengues però vari infortuni lo limitarono e il suo triste score finale è di sole cinque partite e una rete nel 2-6 a Siviglia. Il contratto quadriennale durò in realtà solo un anno perché il Galatasaray gli diede l’opportunità di essere titolare e al centro del progetto e il ritorno nella sua Turchia fu cosa fatta.

2) Albano Bizzarri
La carriera di Albano Bizzarri è stata ampiamente al di sotto delle aspettative rispetto a come era iniziata. Lanciato dal Racing di Avellaneda fu acquistato dal Real Madrid nel 1999 per sostituire Bodo Illgner. L’inizio da titolare, il debutto nella Liga e poi in Champions, ma un rendimento mai da Madrid e così Vicente Del Bosque decise di lanciare un giovane promettente portiere dal settore giovanile: Iker Casillas. Fu la fine per Bizzarri che andò al Valladolid con il quale restò legato per ben sei stagioni prima di passare al Gimnàstic Tarragona e nel 2007 iniziare la sua lunga avventura italiana.

3) Jerzy Dudek
Il suo nome sarà sempre associato alla finale di Istanbul del 2005 dove con le sue parate riuscì a togliere al Milan una Champions League praticamente certa. Dopo un inizio coi polacchi del Sokół Tychy passò a sorpresa al Feyenoord dove diventò titolare disputando cinque grandi stagioni. Il passaggio al Liverpool non fu dei più facili e dopo un inizio da titolare alcuni errori lo misero in discussione diventando anche la riserva del non eccezionale Kirkland. Nonostante la magica notte turca i Reds cercarono un altro portiere e nell’estate del 2005 presero Reina e per il polacco gli spazi calarono sempre di più. Scaduto il contratto con gli inglesi nel 2007 venne preso dal Real Madrid per fare il secondo di Casillas. Solo due partite in quattro anni, ma un’emozionante standing ovation nel giorno del suo addio in una gara al Bernabéu con l’Almeria.

4) Emerson
Il Puma Emerson è stato tra i centrocampisti più significativi all’inizio del millennio in Serie A. A una buona corsa abbinava un’innata qualità tattica e di impostazione del gioco che gli permetteva di essere poco brasiliano e spettacolare, ma tremendamente utile. Arrivato in Europa al Bayer Leverkusen nel 1997 dal Grêmio si mise in mostra tanto da essere voluto da Capello nella sua Roma nel 2000. E al primo anno vinse subito lo scudetto e nella Capitale disputò probabilmente le sue migliori stagioni. Amato dai tifosi non gli verrà mai perdonato il suo addio nel 2004 per seguire proprio Fabio Capello alla Juventus e anche qui vincerà due scudetti, poi revocati. Con l’esplosione dello scandalo Calciopoli e i bianconeri retrocessi in Serie B Emerson decise di cambiare aria e il Real Madrid fu ben felice di accoglierlo e ancora una volta guidato dal mister friulano. Felicità che durò molto poco perché il brasiliano non ingranò mai con l’ambiente spagnolo e del Bernabéu e anche il suo più grande estimatore Capello fu costretto a lasciarlo spesso in panchina. Iniziò dunque la sua parabola discendente che proseguì con due anonime stagioni al Milan e scampoli di partite con il Santos.

5) Juanfran
Juan Francisco Torres, meglio noto al mondo come Juanfran è capitano e simbolo dell’Atlético Madrid ma forse in pochi sanno che il suo inizio fu dall’altra sponda di Madrid. Tutto il settore giovanili del Real fino al debutto in prima squadra nel gennaio del 2004 in una gara con il Villareal. Le merengues stavano però attraversando un periodo difficile della loro storia con un continuo cambio di allenatori e giocatori che non portava a nulla e anche i giovani faticarono a imporsi. Sei partite in due anni e dopo un anno di prestito all’Espanyol la cessione all’Osasuna dove Juanfran riuscì a rilanciarsi e nel gennaio 2011 approdò all’Atlético. Il destino sa essere molto crudele e beffardo e quando nel 2016 le due compagini madrilene si riaffrontarono a San Siro per la finale di Champions League fu proprio Juanfran a calciare a lato il rigore decisivo e che diede la Coppa ancora ai blancos.