In Inghilterra ha vinto praticamente tutto ciò che c’era da vincere con la maglia del Manchester City, ma in Europa il sogno della Champions League lo ha raggiunto con il Liverpool: è lo strano destino di James Milner, idolo delle due più grandi rivali inglesi degli ultimi anni.

Primatista di presenze con la nazionale Under 21 dei Tre Leoni, grazie alla quale è stato premiato anche come miglior giovane talento della Premier nel 2010, il centrocampista cresciuto a Leeds ha trovato il trampolino di lancio per il grande calcio proprio con i Citizens, prima squadra di assoluto livello a scommettere su di lui quando aveva solo 24 anni. Dal suo arrivo a Manchester niente è stato più come prima: nei cinque anni trascorsi con il City è riuscito a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale all’interno del progetto trovando 19 gol e 45 assist in 203 presenze ma alla fine, alla soglia dei trent’anni, è stato tagliato fuori per lasciar spazio a volti nuovi e ad altri giovani di talento.

Lasciarlo partire a parametro zero però è un errore che forse la dirigenza non aveva messo in conto. Ad accoglierlo ci ha pensato il Liverpool che non poteva essere più contento del grande regalo ricevuto da quelli che sarebbero poi diventati i grandi rivali in Inghilterra. Sebbene la sua fama sia legata ai suoi anni con il City, Milner ha saputo reinventarsi per adattarsi alla sua nuova avventura, in cui ha impiegato davvero proprio tempo prima di diventare uno dei giocatori principali.

Neanche l’arrivo di Klopp e la successiva rivoluzione messa in atto sono riusciti a schiodare il giocatore da centrocampo: nonostante i tantissimi rinforzi arrivati ad Anfield negli ultimi anni, Milner resta ancora oggi uno dei punti di riferimento più importanti di tutta la squadra, un uomo che con il suo carisma è riuscito a tenere in piedi uno spogliatoio variegato anche nei momenti più difficili. La sua favolosa seconda vita calcistica con i Reds però non è ancora finita. A 34 anni il centrocampista inglese ha ancora un altro sogno da coronare, quello di regalare al suo Liverpool quel titolo di campione d’Inghilterra che manca ormai da troppi anni.

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