(con Francesco Castorani)

Belgio – Tunisia 5-2

Lungi da noi sminuire la grandissima prova di un Belgio che annientato la Tunisia con ben 5 reti. Hazard e Lukaku sono stati senza dubbio i migliori e hanno trascinato i diavoli rossi, con giocate e movimenti in profondità costanti, vera chiave di questo Belgio. Tuttavia la porta di Courtois non è rimasta inviolata, il portiere del Chelsea è stato battuto ben 2 volte dai tunisini. Il limite principale del Belgio, la disparità di livello tra difesa e attacco, è assimilabile (con le dovute differenze) a quello argentino di Sampaoli. E, nonostante i risultati siano stati ad ora completamente diversi, il campanello d’allarme ha suonato. La Tunisia ha costantemente messo in difficoltà la retroguardia a 3 belga con passaggi rapidi a ridosso dell’area di rigore, praticando una sorta di “accerchiamento”.  A salvare Martinez sono stati Lukaku e Hazard, ma soprattutto gli errori realizzativi dei tunisini. Ora iniziano le partite “vere” e siamo sicuri che questo Belgio sia così solido come sembra dai risultati?

Corea del Sud – Messico 1-2

Il Messico è a un solo punto dalla certezza matematica di vincere il gruppo F, mettendo in coda anche la Germania. La vittoria contro la Corea non ha però lasciato soltanto segnali rassicuranti. Se la difesa della Tri si è mostrata ancora stabile, forte e compatta quando si è fatta trovare in posizione, meno bene è andata nella transizioni difensive sui contropiedi coreani. Una di queste si è verificata sullo 0-0, quando il terzino destro della Corea si è trovato in area liberissimo di concludere, prima di essere recuperato da una falcata straordinaria di Lozano. L’istinto difensivo della giovane stella del PSV ha salvato il Messico, perché la difesa era totalmente sbilanciata: in cinque sono andati in zona palla, più Gallardo, il terzino sinistro, andato a prendere il suo uomo a centro area. In due sono rimasti liberi in area. La difesa si è schiacciata, solo Lozano l’ha salvata. Ma non sempre potrà andare così bene.

Germania – Svezia 2-1

Soltanto un colpo di genio di Toni Kroos a tempo praticamente scaduto ha permesso alla Germania di avere la meglio di una Svezia accorta, attenta, chiusa, ma che era riuscita anche a trovare il gol del momentaneo 0-1. E proprio questo episodio mette soprattutto in luce tutti i problemi difensivi della squadra di Löw, dimenticati per un momento ma non ancora del tutto accantonati in definitiva. La palla persa di Kroos ha dato sfogo alla ripartenza della Svezia, brava ad accompagnare con i centrocampisti (Ekdal e Forsberg). La palla lunga per Toivonen è gestita bene dalla punta, il quale avrebbe comunque potuto provare la sponda sui compagni, abbandonati dai centrocampisti tedeschi. Kroos è andato a rimpiazzare Boateng, uscito sul cross per ovviare alla mancanza di Hector. Gündogan è rientrato troppo lentamente, Rüdiger si è fatto trovare in una cattiva posizione per poter andare in chiusura. Alla fine ne è nato un gol. Almeno Kroos si è fatto perdonare.