La Germania ha ricominciato a costruirsi dopo il fallimento mondiale e, dopo lo 0-0 con la Francia in Nations League, è tornata alla vittoria battendo per 2-1 il Perù. Sul tabellino finale dell’amichevole ci è finito uno dei tre esordienti chiamati da Joachim Löw, forse il meno atteso di tutti. Né Havertz né Kehrer, bensì Nico Schulz.

L’esterno sinistro dell’Hoffenheim è stato il convocato a sorpresa del Bundestrainer, complice l’assenza per infortunio di Marvin Plattenhardt. Poi il ritorno a Colonia di Hector dopo il primo allenamento gli ha di fatto spalancato le porte della titolarità in amichevole, nonostante Löw avesse pensato di schierarlo anche contro la Francia dal primo minuto. Ha esordito alla Rhein-Neckar-Arena di Sinsheim, lo stadio del suo club, e ha segnato il gol del decisivo 2-1 contro la blanquirroja. Un inizio da sogno per un giocatore forse poco noto, ma che ha un fortissimo legame con l’Italia.

Nico Schulz

Nico Schulz è all’Hoffenheim dall’estate 2017.

Nico Schulz, italiano di Germania

Nell’estate del 2015 Schulz ha lasciato l’Hertha Berlino, squadra in cui è cresciuto e diventato un professionista, per approdare al Borussia Mönchengladbach. I Fohlen per aggiudicarselo (per 4 milioni di euro) hanno battuto la concorrenza di Genoa e Napoli, attratte dalla velocità e dalla tecnica del terzino sinistro.

Con Napoli Schulz ha un rapporto speciale. Nico porta il cognome con cui è noto per una scelta personale, ma se i suoi genitori fossero stati sposati si sarebbe chiamato Nico D’Abundo. Suo padre è infatti originario dell’isola di Ischia, ma si è trasferito in Germania, a Berlino, dove Nico è nato e cresciuto. Poi ha scelto il cognome della madre, Schulz, quello che ha portato sul retro della maglia della Germania, quello scritto anche nel tabellino dell’amichevole contro il Perù.

In Italia ci è tornato solo da turista, ovviamente a Ischia. Mai da calciatore, né per firmare un nuovo contratto, né per una trasferta: quando il Gladbach ha giocato in trasferta con Fiorentina e Juventus nelle coppe, non è mai stato convocato. Non ha comunque perso le abitudini italiane trasmesse dal padre: “Fatico a trovare in Germania un ristorante che faccia pasta e pizza molto buone, ho standard alti…”.

Schulz, la rivincita all’Hoffenheim

Al Borussia-Park Nico Schulz ha trascorso due stagioni, la prima compromessa dalla rottura del crociato, mentre nella seconda è stato una riserva: meno di 600 minuti e 16 presenze totali in tutte le competizioni. Ha cercato fortuna a Sinsheim, dove Nagelsmann gli ha dato fiducia soprattutto a fine stagione. Ha iniziato da comprimario, ha chiuso da insostituibile nella cavalcata verso la Champions League, proponendosi come uno dei migliori esterni sinistri a tutta fascia della Bundesliga.

Mancino naturale, Schulz ha iniziato da ala per poi abbassarsi a terzino. Nell’Hoffenheim gioca da esterno sinistro di centrocampo, con la difesa a tre alle sue spalle. Ha grande corsa, buon senso tattico, un ottimo piede sinistro e sa fare entrambe le fasi. Non è un terzino che attira tanti occhi, piuttosto un giocatore costante e attento. Un giocatore affidabile, evidentemente anche secondo Joachim Löw. L’arrivo in nazionale è il suo terzo grande traguardo della carriera, dopo la Champions League disputata con il Gladbach e il terzo posto con l’Hoffenheim dell’anno scorso. A 25 anni il berlinese ha ancora tantissimo da dimostrare, con il club e, nei suoi auspici, con la Germania, soprattutto dopo un ottimo inizio. L’Italia, per il mancato Nico D’Abundo, rimane sullo sfondo.