La Nigeria è ormai diventata un’istituzione del calcio africano ma fino al 1994 non era mai stata in grado di qualificarsi per un Mondiale. Solo nel 1980 riuscì a trionfare in casa e a portare in bacheca una Coppa d’Africa, ma per il resto erano arrivati solo dei buoni piazzamenti nel torneo continentale.
Nella competizione americana la curiosità per le “Super Aquile” era dunque tanta e inserita in un girone non impossibile puntava a stupire e a divertirsi. L’esordio fu contro la Bulgaria di Hristo Stoichkov e la superiorità africana fu devastante. Un 3-0 senza storia con le reti di Yekini, Amokachi e Amunike, giocatori che vennero scoperti e lanciati proprio in quel torneo e che a fine Mondiale riuscirono a ottenere migliori contratti e con ottime squadre europee come Olympiakos, Everton e Sporting Lisbona. Per Amunike ci sarà addirittura un approdo a Barcellona qualche anno dopo, anche se non propriamente fortunato.
La Nigeria dunque debuttò nel migliore dei modi e anche se nella seconda gara arrivò una sconfitta fu più che onorevole contro i vicecampioni del mondo in carica dell’Argentina. Siasia aveva illuso nei primi minuti i verdi d’Africa, ma in otto minuti si scatenò Caniggia e consegnò i tre punti ai sudamericani. Il tutto si sarebbe deciso nell’ultima partita contro una Grecia anch’essa al debutto, ma che ebbe un impatto con il Mondiale totalmente diverso e estremamente più negativo. Al Foxboro Stadium di Boston trovò la prima rete anche la star della Nigeria, quel Finidi George che era già un punto fisso di un Ajax che si sarebbe imposto come campione d’Europa nel 1995. A chiudere i conti a tempo quasi scaduto ci pensò ancora Amokachi e per gli africani non solo arrivò la qualificazione agli ottavi, ma anche un incredibile passaggio del turno da primi in classifica.
Agli ottavi di finale venne accoppiata contro la peggiore terza, l’Italia di Sacchi che aveva stupito tutti per il non gioco e per essere tra le delusioni della Coppa fino a quel punto. Sotto il caldo torrenziale bostoniano la Nigeria sembrava dominare gli Azzurri e il gol del vantaggio di Amunike fu la logica conseguenza. Quando poi l’arbitro messicano espulse, in maniera discutibile, Gianfranco Zola pareva ormai certa la qualificazione delle “Super Aquile” ai quarti di finale contro la Spagna ma il destino aveva in serbo un cambio di programma. Il “Divin Codino” Roberto Baggio salì in cattedra e prima portò la contesa ai supplementari e poi la decise su calcio di rigore e la prima esperienza nigeriana in un Mondiale finì lì.
I favolosi anni ’90 erano appena iniziati e sarebbero proseguiti con lo storico oro olimpico del 1996 e un altro ottavo di finale a Francia ’98. Il girone con Argentina, Croazia e Islanda sembra proibitivo, ma la storia insegna che sottovalutare la Nigeria in un Mondiale sarebbe un errore tremendo.