Il purgatorio della Championship è durato tre anni per il Norwich City che torna così in Premier League dalla porta principale, dopo un campionato vissuto sempre al massimo, se si esclude un inizio balbettante che aveva fatto storcere il naso ai tifosi dei Canaries memori della stagione scorsa terminata al quattordicesimo posto. Come l’anno scorso  con il Wolverhampton di Espirito Santo, anche quest’anno un tecnico straniero ha conquistato la promozione nel massimo campionato inglese, mettendo in mostra un’organizzazione di gioco che ha fatto la differenza. La sostanziale differenza rispetto ai Wolves è sicuramente il corposo budget messo a disposizione del tecnico portoghese dalla proprietà, mentre l’autofinanziamento attraverso la cessione dei giocatori migliori è la strada intrapresa dalla dirigenza dei Canaries.

Il progetto

Probabilmente definire questa promozione come un miracolo è eccessivo, ma di certo la squadra di Farke non partiva con i favori del pronostico anche perchè la campagna acquisti fatta in estate aveva lasciato qualche perplessità soprattutto dopo aver perso il giocatore più talentuoso, vale a dire James Maddison finito al Leicester City. Dietro a tutte queste operazioni apparentemente discutibili, c’è ormai da due anni forse l’acquisto più costoso della storia recente del Norwich City: il direttore sportivo Stuart Webber. Webber è stato prelevato dall’Huddersfield Town dopo aver conquistato la promozione in Premier con i Terriers, affidando la panchina al tecnico tedesco ex Borussia Dortmund II David Wagner. Lo stesso schema, il dirigente gallese ha deciso di utilizzarlo al suo arrivo nel Norfolk, ingaggiando un altro tedesco ex Dortmund: Daniel Farke. Oltre al tecnico, dal mercato tedesco sono arrivati due estati fa anche Onel Hernandez, Christoph Zimmermann, Tom Trybull e Marco Stiepermann. Una chiara direzione quella intrapresa, ma che non ha dato frutti nell’immediato, mettendo in discussione tutto il progetto. La proprietà dei Canaries ha comunque voluto dare fiducia a Webber che lo scorso giugno ha prelevato tra gli altri Emi Buendia, Moritz Leitner, Tim Krul e Teemu Pukki, aggiungendo in pianta stabile in prima squadra i giovani talenti  Max Aarons, Jamal  Lewis, Ben Godfrey e Todd Cantwell. Ecco che come per magia, la chimica è scattata, facendo del Norwich una macchina perfetta capace di abbinare le vittorie ad un calcio assai gradevole e redditizio, guidato da un Farke dimostratosi alla lunga un vero e proprio condottiero abile nel guidare un gruppo relativamente giovane con poca esperienza in un campionato complicato come la Championship.

I protagonisti

Oltre al mister Daniel Farke, e a Pukki che merita un capitolo a parte, sono diversi i protagonisti di questa cavalcata vincente; uno è sicuramente Emiliano “Emi” Buendia, centrocampista offensivo argentino classe 96′ prelevato dal Getafe, autore di gol e assist spesso determinanti nelle partite decisive. Stagione super anche per Onel Hernandez classe 93′, arrivato la scorsa stagione dall’Eintracht Braunschweig su consiglio di Farke, ed esploso dopo un anno di apprendimento. Apprendimento che è servito anche ai connazionali Stiepermann e Zimmermann due punti fermi del Norwich City di quest’anno, uno a centrocampo e l’altro in mezzo alla difesa, entrambi col vizio del gol. Menzione d’obbligo la meritano senza dubbio i tre ragazzini terribili cresciuti nelle giovanili Aarons, Lewis e Godfrey. Lewis classe 98′, terzino sinistro moderno con vocazione offensiva, Aarons, classe 2000, terzino destro con caratteristiche simili al compagno sulla fascia opposta. Godfrey, classe 98′, difensore centrale andato a segno diverse volte quest’anno. I primi due sono già finiti nei radar di diverse squadre della Premier e non sarà facile resistere alle tentazioni.

Il fattore Pukki

L’incredibile metamorfosi della squadra di Daniel Farke rispetto ad un anno fa è piuttosto evidente anche guardando solamente il numero di reti messe a segno che ad oggi sono quasi il doppio confrontate con la stagione 17/18. Addirittura il Sunderland, fanalino di coda poi retrocesso da in League One, terminò il campionato segnando più gol del Norwich (52/49). Il radicale cambio di passo nella fase offensiva è in gran parte merito di Teemu Pukki, uno dei pochi innesti del mercato estivo che contro qualsiasi previsione ha disputato senza alcun dubbio la miglior stagione della propria carriera in termini di gol, assist, ma anche di prestazioni. Il finlandese ex Celtic Glasgow è risultato non solo uno dei trascinatori dei Canaries, ma anche uno dei migliori giocatori dell’intera Championship, guadagnandosi infatti il premio di “Player Of The Season“. Una bella soddisfazione per un giocatore con una carriera fin qui senza particolari sussulti, ma che grazie all’exploit in questa stagione, si è guadagnato il diritto di giocare nel campionato più seguito al mondo, dove sarà d’obbligo un ulteriore salto di qualità per dimostrarsi all’altezza e per aiutare il Norwich a conquistare l’obiettivo della salvezza.