Aveva iniziato la Champions League tra lo scetticismo generale in uno stadio, il Santiago Bernabeu, in cui le gambe tremano per forza di cose. Oggi quel ragazzo sfrontato ha realizzato una doppietta (il più giovane azzurro a riuscirci) nell’andata degli ottavi di finale contro il Porto; due goal che consacrano il talento arrivato in estate con il difficile compito di dover sostituire uno come Nainggolan. Due goal per avvicinare la Roma ai quarti di finale e provare a ricucire il rapporto con i tifosi, delusi dopo la disfatta di Firenze in coppa Italia. Nicolò Zaniolo è diventato grande nella notte più importante, una notte da campione.

Nicolò Zaniolo dipinge la cornice di Dzeko

Nel giro di sei minuti ha deciso di cambiare la partita sua e della Roma; una doppietta che permette ai giallorossi di vincere una partita complicata perché il Porto è una squadra equilibrata, fisica e con tanta qualità in ogni reparto. Una partita difficile considerando anche la rete subita che, vista la situazione psicologica fragile della Roma, poteva trasformare una serata magica in un incubo. Ma la gara di Nicolò Zaniolo non poteva essere rovinata in nessun modo. Un giocatore predestinato che, se non dovesse perdersi per strada (il ragazzo sembra avere la testa sulle spalle) diventerà uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale. Il paragone con Totti lasciamolo stare perché sono queste le cose che rischiano di rovinare la carriera di un giovane talento, ma pur sempre giovane. La doppietta di stasera, però, è anche merito del solito Edin Dzeko. L’attaccante bosniaco, per il secondo anno consecutivo, cambia pelle in Champions ed decide di trascinare i suoi. Due pali, un assist e la solita partita in cui diventa la luce di una squadra che ha bisogno come il pane del suo numero nove. Al ritorno sarà una battaglia e servirà sia la leadership di Dzeko sia l’audacia di Nicolò Zaniolo.