Era il 22 agosto 2015 quando il Rennes di Montanier uscì dal Parc OL coi tre punti, passando indenne su Valbuena, sul tandem Fekir-Lacazette (l’algerino segnò), su una squadra ricca di talento e affidata alle mani di Hubert Fournier. In quell’occasione il club bretone uscì dal tunnel dello stadio con intenzioni chiaramente conservative: 5-4-1, con tre difensori centrali, tre terzini, due mediani, un centrale di centrocampo e un’ala sinistra. Non voleva prenderne, finì per farne: merito di Amin Zeffane, allora terzino destro utilizzato per qualche strana ragione nel ruolo di esterno di centrocampo a sinistra, e di un Pedro Henrique che poi sarebbe passato per la Grecia (PAOK Salonicco) salvo attualmente impegnarsi con al maglia del Qarabag. Altri tempi, visto che lo scorso anno a Lione i rossoneri poggiavano sulla famiglia Gourcuff (papà Christian in panchina, il figlio Yann da trequartista l’11 dicembre 2016) e la magia era svanita. Vinsero i padroni di casa, con tanto di esultanza del lyonnais doc Bruno Génésio al destro scoccato da Mathieu Valbuena.

Stavolta a Lione Zeffane è in panchina e festeggia uno di casa: è l’ex genoano Sabri Lamouchi (con passaporto tunisimo). Certo, il Rennes attuale è meno difensivista rispetto a quello di due anni fa, perché in campo ci sono formalmente due punte: il 19enne Ismaïla Sarr gioca però decentrato rispetto al posto occupato dal connazionale Diafra Sakho, arrivato da poco direttamente dal West Ham. I rossoneri dopo cinque giri di lancette già festeggiavano: gran rilancio del portiere Tomas Koubek, ex Sparta Praga, errore di Marcelo e prateria apparecchiata per il contropiede finalizzato dal tunisino Wahbi Khazri. Partita di coraggio, difesa e compattezza, gestione magistrale della gara. Lamouchi ha sapientemente fatto suoi i primi 45′, quando per poco (Sakho, Bourigeaud) lo Stade Rennais non toccava lo zero a due. Spoiler, sarebbe arrivato dopo.

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Per il Lione, che arrivava a questo impegno da quarto, con l’obiettivo di dover rosicchiare cinque punti sul Monaco secondo e guardarsi allo stesso tempo dall’altro Olympique, il Marsiglia, è stata una mazzata. Le alchimie di Génésio hanno funzionato in maniera sporadica e poco organizzata, portando a una fatica assurda nel costruire azioni considerate la qualità in campo. Dopo 45′ i due cambi operati dal tecnico padrone di casa sembravano dare nuovo brio alla squadra (dentro Aouar, ma soprattutto Depay per un Mariano Díaz poco real), ma niente da fare: detto del Rennes vicino al raddoppio anzitempo, è stata una serataccia. Quando Fekir rubava palla all’ex Torino e Perugia Sanjin Prcic sparava però su Koubek il possibile pari, poi arrivava il compagno Cornet a ribadire lo spreco alzando oltre la traversa una ghiottissima palla. Le serpentine di Depay hanno portato a poco, poi al 52′ l’arbitro Delerue ci ha messo del suo non concedendo un rigore all’OL che in teoria sembrerebbe esserci. E infatti le proteste furibonde di Fekir (atterrato in area ospite) e Traoré valgono un cartellino giallo a testa. Attaccare a testa bassa ha un senso, del resto c’era un passivo da rimontare perdipiù in casa, tuttavia le iniziative del sopracitato ex Ajax e dell’ispirato Cornet si tramutavano in sterili cross o comunque errori evitabili (vedasi il colpo di testa di Depay fuori dallo specchio). Génésio ha orchestrato un monologo che però al collega Lamouchi andava benissimo: Rennes rintanato, tutto il campo a disposizione del Lione per far male. L’illuminazione negli ultimi metri è però mancata: Fekir di controbalzo ha spedito a lato, Traoré ha buttato al vento una chiarissima chance incespicando sul pallone. E così, come nelle più razionali delle partite, ripartenza velocissima del Rennes in contropiede, Lione stanco, seconda rete stagionale per il 21enne James Léa Siliki, prodotto del vivaio. Semplice. Zero a due, persino meglio del 2015.

Ecco il tabellino:
Olympique Lione (4-2-3-1): Lopes; Tete, Morel, Marcelo, Mendy; Tousart (dal 46′ Aouar), N’Dombèlé (dall’83’ Gouiri); Traoré, Fekir, Cornet; Díaz (dal 46′ Depay). All: Génésio
Stade Rennais (4-2-3-1): Koubek; Traoré, Gnagnon, Gelin, Bensebaini; Prcic, Léa Siliki; Bourigeaud, Khazri (dal 90′ Amalfitano), Sarr; Sakho (dall’87’ Mexer). All: Lamouchi.
Reti: 5′ Khazri, 93′ Léa Siliki. Ammoniti: Fekir, Traoré (L), Traoré (R). Arbitro: Delerue