Il nome è uno di quelli che fa immediatamente simpatia, il talento è invece di quelli che a primo impatto lasciano il segno. Papagaio è il nuovo volto del Palmeiras, un ragazzino di 19 anni che nel giro di tre settimane si è ritrovato quasi per caso a esordire in prima squadra e poi anche a segnare il suo primo gol.

Con Miguelito Borja convocato in nazionale dalla Colombia, e out quindi fino all’eventuale finale del Paulistão, e Deyverson infortunato al piede, il Verdão è dovuto correre ai ripari andando a chiamare il miglior centravanti delle giovanili. Una responsabilità niente male, visti i gol (9 in 6 partite nel 2018) e il peso specifico del colombiano all’interno della squadra.

Non sapevamo nemmeno di dover salire in prima squadra, né io né Fernando (altro attaccante delle giovanili). Giocare qui è una sensazione unica“, ha dichiarato Papagaio, ancora preso dall’emozione delle prime gioie con i grandi del Palmeiras.

Già all’esordio da titolare contro l’Ituano aveva ben impressionato grazie all’assist a Gustavo Scarpa per il secondo dei tre gol segnati. Poi contro il Novorizontino è arrivato anche il primo gol: di testa, come piace a lui. D’altronde ha sempre giocato al centro dell’attacco, fin da bambino quando era il pivot della sua squadra di futsal.

Sono un giocatore d’area di rigore, mi piace ricevere palloni da calciare in porta con uno o massimo due tocchi” ha detto spiegando le proprie caratteristiche. E per ora le parole sono fedeli ai risultati sul campo, già molto importanti anche se da contestualizzare a partite mai realmente aperte.

Il suo sogno è quello di poter cominciare a segnare reti decisive anche in partite importanti per la squadra che ha sempre tifato. Da qui all’eventuale finale ci sono ancora due occasioni: Borja sarà ancora in viaggio con la Colombia, ma Roger Machado può stare tranquillo perché ha trovato il sostituto ideale in Papagaio, il ragazzino diventato grande in sole tre settimane.