Tre assist di fila con lo stesso giocatore in una squadra italiana non si vedevano dal 2007. Il nome in questione era Clarence Seedorf. Blasfemo il paragone ma l’unico modo possibile per spiegare la splendida crescita che ha avuto Lorenzo Pellegrini, oramai elemento insostituibile all’interno dello scacchiere giallorosso. Assist e gol, il primo in Europa, esattamente come nel Derby, la partita che probabilmente l’ha fatto rinascere.

Nella trasferta moscovita la Roma soffre più del previsto ma batte per 2-1 il CSKA Mosca e si porta di fatto ad un passo dagli ottavi: basterà un punto fra Real Madrid e Viktoria Plzen per assicurarsi la qualificazione fra le migliori sedici della competizione. La partita di Pellegrini comincia con un corner battuto al centro dove Manolas è il più pronto ad avventarsi, battendo un non eccelso Akinfeev in uscita. Una serie di colpi precisi, talvolta anche belli esteticamente, aiutano a portare la squadra in avanti ma non sempre vengono sfruttati al meglio dai compagni. Tante sponde ma anche tagli sull’esterno, consentendo alle ali di stasera, Kluivert e Florenzi, di andare verso il centro. Con un Dzeko tutt’altro che in giornata è complicato sfruttare le occasioni e il CSKA non demorde restando in partita e trovando il pareggio con Sigurdsson a inizio ripresa. Pellegrini si prende la squadra sulle spalle e dopo nove minuti, in cui i russi hanno perso Magnusson per doppia ammonizione, trova il primo preziosissimo sigillo europeo su assist di Cristante e tocco di Dzeko, che forse porta in fuorigioco il numero 7. A otto dal termine, stremato, è sostituito dal ’99 Nicolò Zaniolo, prezioso con un paio di giocate per tenere il risultato e far ritrovare alla Roma una vittoria esterna europea che mancava da settembre dello scorso anno.

A correnti alterne fra campionato ed Europa, in casa Roma cominciano poco a poco ad uscire fuori tutti gli elementi della campagna acquisti estiva del ds Monchi. Serve tempo, che forse per la classifica non c’è. Importante sarà l’apporto dei giovani, come Pellegrini o Kluivert, nel momento in cui tante certezze della squadra vengono meno: le recenti prestazioni dei vari Kolarov, Dzeko o Fazio, pilastri fino a qualche mese fa della squadra, devono dare una sterzata agli altri, che in queste condizioni possono giocarsi le loro chance. Una volta entrati in rotazione, sarà compito di Di Francesco gestire al meglio la rosa coinvolgendo tutti gli elementi. Dopo Pellegrini, Kluivert e Zaniolo sembrerebbe esser arrivata l’ora anche di Schick, oggi rimasto in panchina per tutti i 90 minuti.