I timori erano già venuti a galla in sede di sorteggio, ma essere eliminati in questo modo fa ancor più male di quanto fosse prevedibile. Il divario tecnico tra Porto e Liverpool era certamente pronosticabile, ma i pensieri dei giocatori di Sérgio Conceição ora saranno senz’altro caratterizzati da tanto rammarico.

Nella gara d’andata, Anfield aveva tremato sotto le grandi occasioni create dai portoghesi, fin troppo leziosi e poco cinici, al contrario dei reds, meritevole d’aver sfruttato spietatamente le poche chance avute. Un clima surreale, una partita strana: questa è stata la definizione data anche da Klopp e Milner, primi ad ammettere la pericolosità dei dragões, lodando gli avversari e professando concentrazione per il turno di ritorno. Non esattamente frasi di circostanza, specie se pronunciate dalla capolista della Premier League.

Un ospite illustre, il Liverpool finalista uscente della Champions League della scorsa stagione, ad Oporto: quel che basta per accendere un Estadio do Dragão gremito. Non una novità, sicuramente, ma il 2-0 dell’andata  era decisamente complicato da ribaltare. Tuttavia, a tremare sono ancora i ragazzi di Klopp, sotto l’intensa ed avvolgente mole di gioco che creano i portoghesi capitanati da Herrera. Il clima si scalda, le individualità si esaltano, ma l’ostacolo è sempre lo stesso: il Porto intralcia sé stesso. Marega sciupa, Brahimi e Corona sono imprecisi seppur sempre insidiosi.

Al Liverpool è bastato aggiustare la mira quattro volte per infilare Casillas, e l’epilogo e dei più tristi per i dragões: eliminati dalla competizione per un divario con gli inglesi che sul campo si è visto solo in termini di maturità e mentalità. A Oporto urge la presenza di elementi più concreti, che innalzino il livello e che consentano quel salto di qualità necessario per palcoscenici simili. La marcatura di Éder Militão è un bottino decisamente esiguo per le possibilità avute dai ragazzi di Conceição, che si vedono buttati fuori con un passivo di ben 6 reti. Il Porto non ha alzato bandiera bianca al Liverpool, ma lo ha fatto dinanzi ai suoi limiti.