Aspettative mantenute e prime grandi dimostrazioni di forza: Frank Fabra ci sa fare, al Boca l’hanno capito e dopo il golazo di questa notte al Deportivo Cali in Copa Libertadores ci si è resi conto del grandissimo potenziale di questo terzino colombiano che può risultare davvero esplosivo.

Corsa e cambio di passo davvero notevoli, tipico dei colombiani nati in città di fiume (lui di Nechí, a 300 km da Medellin), abbina l’atletismo dell’esterno sudamericano ad una buona capacità tattica difensiva: tutti questi fattori lo rendono un terzino unico che può esplodere da un momento all’altro.

Il Boca Juniors aveva bisogno di lui ma nella prima parte di semestre si era visto più con la maglia della Colombia che con quella azul y oro xeneize. Adesso con il cambio di panchina ed un turnover molto più netto Fabra ha trovato il suo minutaggio, fiducia e il coraggio di osare.

Interessante vedere un terzino dalle doti così offensive comparire in una squadra che tenta in tutti i modi di esprimere un gran calcio in velocità: le sue continue sovrapposizioni aumentano l’ampiezza del raggio d’azione della squadra e facilitano gli inserimenti verticali delle mezze ali o, in caso di 4-3-1-2, del trequartista.

Ieri però è arrivato questo gol strepitoso che lo colloca in una dimensione superiore: nell’anno della Copa America Centenario c’è bisogno di grandi gesta per convincere Pekerman a dargli una delle 23 maglie disponibili e soprattutto con colpi del genere in un panorama così importante come la Copa Libertadores si può entrare nel cuore del tecnico argentino.

Ieri la vittima è stata il Deportivo Cali, colombiana come lui e a vedere tali prodezze sono stati contenti due tecnici, Barros Schelotto e lo stesso Pekerman.

Adesso le prospettive del ragazzo sono quelle di concludere al meglio questa stagione col Boca cercando di arrivare alle semifinali di Libertadores che si giocheranno dopo la Copa America e provando una rincorsa al secondo posto in campionato che ha dell’impossibile. Domenica c’è il Superclasico alla Bombonera contro il River, esiste forse un palcoscenico migliore per continuare a mettersi in mostra?