Il Psv batte per 3-0 l’Ajax ed alza al cielo il 24° titolo nazionale, il 10° negli ultimi 18 anni. I Boeren hanno condotto un’Eredivisie perfetta, dominando in lungo e in largo e facendo del Philips Stadion il vero punto forte. Nello stadio di casa, il club di Eindhoven, non ha perso una gara facendo quasi bottino pieno: 15 vittorie e un pareggio in 16 gare giocate. Con il tris rifilato ai rivali della capitale, i biancorossi diventano anche il miglior attacco del torneo mentre per la difesa c’è ancora da lavorare. Andiamo ad analizzare questa stagione mettendola a confronto con i 9 titoli degli ultimi 18 anni…

PSV E 18 ANNI DI SUCCESSI: IL MIGLIORE? 2014-2015

Il Psv, negli ultimi 18 anni, ha messo in bacheca la bellezza di 10 titoli imponendosi spesso sull’Ajax, ma anche su AZ e Feyenoord. Ogni volta che ha portato a casa il campionato olandese ha totalizzato una media di 84 punti finali: tra il ’99 e il 2001, la compagine ha totalizzato 84 e 83 punti con circa 26 partite vinte. Stesso numero di punti anche nel 2002-2003, mentre nel 2004 parte il poker di successi rifilati agli avversari. Nell’engemonia del Psv, durata 4 anni, il 2004-2005 si parte con 87 punti per poi scendere a 72 nel 2007-2008: questo è il record in negativo negli ultimi anni. Poi un lungo stop che lascia spazio ad AZ, Twente, Ajax (ben 4 anni per pareggiare l’affronto dei nemici di Eindhoven) per poi tornare a casa sotto la guida di Cocu. Proprio con il tecnico olandese, i Boeren centrano il loro record di punti con 88 a fine torneo grazie a 29 vittorie, un pareggio e 4 ko. Un percorso da carrarmato con ben 92 gol messi a segno.

I due titoli che portano il marchio di Cocu sono molto simili sotto il lato dei numeri: tra 2014 e il 2016 troviamo la formazione raccimolare respettivamente 88 e 84 punti con 29 e 26 vittorie, 1 e 6 pareggi e 4 e 2 ko. I 92 gol diventano 88 e la difesa resta a 32 e 31 reti al passivo. Numeri molto simili per far notare come l’allenatore abbia cambiato il metodo di gioco, più proiettato all’attacco e meno stabile in difesa. Per trovare il reparto arretrato meno perforato, dobbiamo ripensare al 2004-2005 quando la rosa chiuse l’Eredivisie con solo 18 centri al passivo. Il miglior attacco è invece quello del 1999-2000 con 105 marcature messe a segno in 34 partite, una media 3,1 realizzazioni ad incontro.

Possiamo dire che per mettere in bacheca lo scudetto, negli ultimi 18 anni, il Psv ha totalizzato una media di 25 vittorie per chiudere con circa 82,3 punti: ovviamente abbiamo escluso dalla media l’ultimo successo messo in bacheca che comunque conferma l’andamento della compagine d’Eindhoven, che merita di festeggiare anche questo importantissimo titolo.

PSV E IL DOMINIO NEL 2017-2018: PRIMATO MAI PERSO

Nella stagione attuale c’è poco da dire sul grande cammino del Psv: i Boeren sono stati dalla prima all’ultima giornata senza in testa, dando subito punti di distacco alle inseguitrici. L’Ajax ha provato ad accorciare il gap ma è rimasto sempre a distanza di sicurezza con un minimo di 5 lunghezze di svantaggio. Nonostante gli ajacidi avessero numeri più alti come attacco e difesa, gli uomini di Cocu mettevano in cassaforte vittorie su vittorie, volando incontrastati verso il titolo. Chiusa l’Eredivisie con 3 giornate d’anticipo e con 10 punti proprio sui rivali della capitale. L’andamento, con dati ancora non fissati mancando 180 minuti al triplice fischio del torneo olandese, è molto simile a quello dei festeggiamenti passati: 26 vittorie, 2 pareggi e 3 ko con un passo in casa straordinario composto da 15 successi e un pareggio, con nessuna sconfitta. L’attacco, con i 3 centri rifilati all’Ajax, diventa il migliore del campionato con 82 marcature, mentre la difesa resta solo terza con 32 realizzazioni al passivo. 80 punti che potrebbero trasformarsi in 89, questo porterebbe al record negli ultimi 18 anni, prendendo i titoli del Psv.

Gli attaccanti si sono contraddistinti per una vena realizzativa fuori dal comune: grandissima la stagione di Lozano, il giovane attaccante messicano fermo a quota 15 realizzazioni e ad un passo dal titolo di capocannoniere, detenuta momentaneamente da Sol del Willem II con 16 centri. Subito dientro, con 14 c’è Van Ginkel con uno score atipico per un centrocampista come lui: l’ex Chelsea supera ogni suo record personale, coronando nel migliore dei modi un annata sopra le righe. De Jong risorge, dopo quasi due anni di anonimato, e trascina la compagine verso il successo grazie ai suoi 12 centri, messi a segno soprattutto nel 2018, la sua vera rinascita. Il posto di Locadia viene invece preso da Pereiro che vola a quota 9 (gli stessi del collega di reparto che ha preferito trasferirsi in Premier). Poi troviamo anche Bergwijn con 8, Arias con 3, Schwaab con 2, Brenet, Ferreira, Hendrix, Ramselaar e Isimat-Mirin con 1.

Un vero e proprio lavoro di squadra che ha portato Cocu a festeggiare il suo terzo titolo: ora l’obiettivo è quello di chiudere con il record di punti e di fare bene la prossima stagione in Champions per non incappare nuovamente nei fantasmi del passato. Ora, è giusto godersi questo momento e festeggiare il ritorno sul gradino più alto d’Olanda.